Nuovi smottamenti nel centrodestra. Anche "Mesagne Futura" si autosospende (di Giuseppe Florio).

Non accennano ad arrestarsi gli smottamenti nella costruenda coalizione di centrodestra. All'indomani del clamoroso abbandono del movimento civico ProgettiAmo Mesagne, anche Mesagne Futura annuncia la propria volontà di disertare il tavolo conservatore. Il «casus belli» è, ancora una volta, la pubblicazione – in esclusiva per la Gazzetta del Mezzogiorno – del questionario commissionato all'ex consigliere comunale Domenico Magrì durante l'ultima riunione del centrodestra, che sarebbe stato utile, almeno nelle intenzioni di qualcuno, per individuare la figura di un candidato sindaco unitario, evitando il passaggio delle primarie.

ProgettiAmo Mesagne aveva così deciso di lasciare il campo del centrodestra, adottando toni ultimativi e quindi presumibilmente in maniera irreversibile, posizionandosi al centro e provando ad intavolare un confronto politico-programmatico con tutte le forze interessate, anche se appartenenti al centrosinistra. Nei prossimi giorni è previsto che incontri la segreteria politica del Partito Democratico.

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Prove di dialogo fra centrosinistra e ProgettiAmo Mesagne (di Giuseppe Florio).

Con l'abbandono del centrodestra da parte di ProgettiAmo Mesagne, lo scenario politico – a destra e a manca – si articola e, paradossalmente si semplifica. Il movimento civico guidato dal triumvirato Domenico Magrì, Antonio Calabrese e Raffaele Depunzio era probabilmente già da tempo a disagio nella coalizione conservatrice in via di definizione, avendo assunto negli anni un carattere post ideologico, improntato sempre maggiormente sulla qualità e l'innovazione dei programmi. La pubblicazione – in esclusiva sulla Gazzetta del Mezzogiorno – di un documento che doveva tenersi riservato ha quindi probabilmente catalizzato la pulsione di ProgettiAmo Mesagne ad accentrarsi, ad occupare cioè lo spazio dei moderati, fin qui poco presidiato.
Ora si apriranno le danze. Il Partito Democratico gioca la partita della vita. Il progetto approntato dal deputato Toni Matarrelli ed incarnato dall'autocandidatura di Pompeo Molfetta – quello cioè di una sorta di «rivoluzione» dello status quo ante, coagulando tanto i soggetti politici senza preclusioni ideologiche (e quindi pescando anche nella destra dei movimenti di nuova formazione), quanto le aree della comunità finora trascurate o estromesse dalla cosa pubblica – rischia di essere esiziale per i democratici. Che, al momento, appaiono isolati, perlomeno dalle forze politiche che avevano fin qui condiviso la pratica dell'amministrazione Scoditti e la responsabilità del centrosinistra.

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La pubblicazione del questionario spacca il centrodestra (di Giuseppe Florio).

Saltano i gangheri a quelli di ProgettiAmo Mesagne e salta anche il tavolo delle trattative interne al centrodestra. Motivo dell'improvvisa decisione, la pubblicazione - in esclusiva sulla Gazzetta del Mezzogiorno - del questionario formulato dal dirigente del movimento Domenico Magrì (su sollecitazione di esponenti degli altri soggetti politici), 16 domande sulle possibili qualità intellettuali, politiche ed amministrative dei diversi candidati sindaci della coalizione conservatrice.

Tocca al portavoce Raffaele Depunzio motivare le ragioni di una rottura che appare insanabile: «Progettiamo Mesagne non intende soggiacere al puerile tentativo di screditare l’encomiabile lavoro finora svolto al servizio della città, facendosi trascinare nei soliti giochetti della politica che albergano in alcuni ambienti dell’attuale centrodestra. In questi quattro anni, abbiamo messo al centro della nostra azione politica la città, cercando di essere un punto di riferimento per quanti (tanti) ci chiedevano di investire col nostro impegno le diverse problematiche.

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Un questionario per individuare il candidato Sindaco (di Giuseppe Florio).

La trovata è certamente originale e forse un pizzico spregiudicata. Efficace, probabilmente, lo è molto meno, almeno a rilevare le reazioni stizzite (o urticate) di alcuni partner della presunta coalizione di centrodestra. Un questionario per individuare il candidato sindaco, per tracciarne i caratteri distintivi, per realizzarne un attendibile identikit: è questa la proposta, messa nera su bianco, avanzata dal gruppo dirigente di ProgettiAmo Mesagne a Forza Italia, Fratelli d'Italia, Mesagne Moderata e Mesagne Futura.
Scrive Domenico Magrì, in questa fase incaricato dal movimento civico ProgettiAmo Mesagne di condurre le trattative, nella email di accompagnamento al documento: «Ogni movimento e/o partito compilerà il questionario per ogni candidato sindaco indicato. La sera della riunione del 18 ottobre saranno condivisi e valutati i risultati. Resta inteso che l'esito della valutazione porterà alla scelta del candidato sindaco da sostenere. Vi ribadisco di tenere riservate queste nostre condivisioni e tutto sarà reso pubblico a definizione avvenuta. Se ritenete di apportare delle integrazioni fate sapere quale domanda aggiungereste».

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I topi continuano a sfidare il Sindaco (di Giuseppe Florio).

I topi sfidano il sindaco Scoditti. Dopo i due interventi di derattizzazione ordinati ed eseguiti nel plesso scolastico di via Udine intitolato a Paolo Borsellino, nel fine settimana un nuovo raid di roditori ha sconvolto i genitori dei bambini iscritti alla scuola materna “Don Milani”. Così ieri mattina, zainetti in spalla, i piccoli studenti sono stati riportati a casa da madri e padri angosciati e, comprensibilmente, in preda all'ira.
Se questa è una scuola: lo spettacolo presentatosi agli occhi di maestri e genitori era quanto di più allarmante si possa prefigurare. Le trappole allocate venerdì scorso nell'aula adiacente alla mensa – struttura che serve anche gli alunni della Borsellino - dovrebbero essere state gradite dai minuscoli disgustosi ospiti, perché rinvenute rosicchiate e consumate come un lauto pasto: già nel trambusto della mattinata è poi scattata tra gli angoli delle aule la ricerca delle carcasse dei topi, morti per avvelenamento o per essersi eccessivamente rimpinzati. Il cestone zeppo di giochi per i piccini era ornato di escrementi, inequivocabile segnale dell'avvenuta digestione.

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Forse salvo il patrimonio librario di Beppe Patrono (di Giuseppe Florio).

Il patrimonio librario di Beppe Patrono, intellettuale e politico brindisino, non dovrebbe andare perduto, almeno secondo l'impegno informalmente assunto dall'assessore alla Cultura Gianfrancesco Castrignanò. Le ultime volontà di Patrono erano state quelle di destinare l'intero fondo di libri - circa 14mila volumi - a Mesagne, sua città d'adozione: una eredità preziosa che egli, imbibito di cultura azionista, aveva inteso lasciare alle giovani generazioni.

La vedova professoressa Maria Carmela Stridi, interpretando il suo volere, aveva scritto all'amministrazione comunale già nel 2011, intavolando un carteggio presto restato lettera morta.

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Vizzino: mai con il Pd. Bene Molfetta (di Giuseppe Florio)..

È difficile immaginarlo fuori dai gangheri, in famiglia o con la folla di utenti che lo aspetta, lo assilla, lo assedia. E non sarà neppure per la longeva militanza sindacale, una paziente attività di ascolto e risoluzione di problemi che ha da tempo reso il “suo” patronato più forte in termini di iscritti perfino della CGIL nella rossa Mesagne.

No, Luigi Vizzino, Gino per tutti, è proprio imperturbabile per identità genetica. Ma qualcosa che lo ha irritato negli ultimi tempi in realtà c'è stato, ed ha coinciso con il rimpasto di giunta attraverso il quale la componente vizziniana è stata estromessa dopo 3 anni dal governo della città.

Che giudizio dà dell'amministrazione comunale?

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Progettiamo Mesagne corteggiato da destra e da sinistra (di Giuseppe Florio).

La carta jolly delle prossime elezioni amministrative, è facile scommetterlo, sarà la collocazione del movimento civico ProgettiAmo Mesagne. Nato da una federazione tra la fu Nuova Italia Popolare ed alcuni partiti (il Nuovo PSI), associazioni, esponenti del mondo delle professioni e delle battaglie civili, oggi sembra sedere sul trono del televisivo «tronista»: che viene corteggiato da destra e sinistra ma non cede ancora alle lusinghe. Prima o poi, però, dovrà scegliere e lì si potrebbe giocare la partita di chi governerà Mesagne.

Moderata (quasi sempre) nei toni ma agguerrita nei contenuti, questa federazione ha rappresentato l'unico dato di novità nella consiliatura in via di consumazione.

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I ratti: una nota di Giuseppe Florio ed il comunicato dell'Amministrazione.

Non saranno i 300 milioni di topi calcolati qualche anno addietro come plausibile cifra della popolazione di ratti nella Capitale, poi divenuti i protagonisti di una deliziosa canzone di De Gregori, ma la misura è comunque colma.

Sono più che sufficienti infatti i roditori avvistati – tra quelli vivi e particolarmente veloci a sfrecciare alla vista e quelli morti – negli ambienti del plesso scolastico di via Udine intestato a Paolo Borsellino. Alle segnalazioni di genitori giustamente preoccupati sono seguiti opportuni solleciti alle autorità competenti (scolastiche e comunali), risolte, secondo la denuncia di un gruppo di padri e madri, nel consueto italico nulla di fatto.

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Al tavolo del centrodestra regna il sospetto (di Giuseppe Florio).

E' stato il sospetto il convitato di pietra al tavolo del centrodestra finalmente riunito, dopo lunghe e penose malattie, nella serata di mercoledì su stringente sollecitazione di Forza Italia. Presenti tutti gli altri soggetti politici tradizionalmente collocabili nello schieramento conservatore o perlomeno all'opposizione dell'amministrazione Scoditti: Mesagne Moderata, ProgettiAmo Mesagne, Mesagne Futura, Fratelli d'Italia. Assente il movimento Civico 26 che, pur invitato, ha declinato la cortesia, preferendo nelle medesime ore incontrare il Partito Democratico.
«L'esito dell'incontro è stato interlocutorio e sostanzialmente positivo», e questo secondo le formule di rito sciorinate dai dirigenti di Forza Italia, paghi per aver almeno chiuso in una stessa stanza i possibili interlocutori. Nella realtà, si è concluso con un nulla di fatto, rinviando le decisioni più impellenti al prossimo 17 novembre, ennesima dilazione che la dice lunga sulla unanime volontà di procedere verso un cammino comune.

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