Friolo: “Rapporto Svimez, la fotografia di una regione tradita”

Una nota del consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Friolo, vicepresidente della III Commissione Sanità.

“Il Rapporto Svimez 2014 è la terribile istantanea di un’Italia divisa in due. E, in quel Mezzogiorno drammaticamente soffocato dalla morsa di sette anni consecutivi di recessione e di economia e di tutti i principali parametri e indicatori in caduta libera, ecco una Puglia ben diversa da quella che ci avevano raccontato nove anni di propaganda, di annunci, di promesse, di rivoluzioni presunte mai compiutamente realizzate, e nemmeno semplicemente abbozzate.

Una regione senza certezze per il presente e senza speranze per il futuro, dalla quale scappare alla prima occasione utile. Senza una qualsiasi politica non intrisa e condizionata da pregiudiziali ideologiche, senza idee e strategie efficaci per il rilancio, senza la reale consapevolezza dell’enormità dei drammi che giorno dopo giorno sempre più numerosi e inquietanti reclamavano l’urgenza e la necessità di ben altra considerazione e attenzione, mentre l’attenzione era sempre e solo rivolta altrove.

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Friolo: “La Puglia rischia di ritrovarsi senza sangue”

 

“L’audizione di stamane in Commissione, attraverso l’ascolto e il confronto con autorevoli e qualificati addetti ai lavori, ha amplificato – piuttosto che eliminare – la paura che l’emergenza ematica produca ripercussioni e conseguenze drammatiche, in tutta la Puglia e non solo nella provincia di Brindisi.

E ha fatto emergere ancora una volta le gravi responsabilità di una Regione che, nonostante una Legge dello Stato risalente al 2005, e l’Accordo Stato-Regioni al dicembre 2010 che indicava perentoriamente la scadenza del 31 dicembre 2014 come termine ultimo per l’accreditamento di strutture adeguatamente attrezzate, soltanto nel 2013 si è dotata di un regolamento ad hoc, senza poi mettere in atto la necessaria rete di controlli e verifiche inerenti l’operato del CRAT e dei direttori generali delle Asl.

Così trovano una loro logica pure i milioni di euro stanziati -senza alcun riscontro concreto e alcun beneficio tangibile per la comunità – per l’adeguamento delle ventiquattro strutture trasfusionali previste sul territorio regionale: e una serie incredibile di lacune e ritardi rischia di comportare non solo il mancato accreditamento delle strutture in questione, con conseguente necessità di rivolgersi altrove per soddisfare il fabbisogno ematico e quindi costi aggiuntivi di notevoli entità; ma anche la chiusura degli ospedali in toto.

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Vendola: se rimane la manovra sarebbe opportuno consegnare le chiavi dei governi regionali a Palazzo Chigi!

“Se la manovra dovesse essere confermata nella sua rozza algebra io penso che sarebbe opportuno consegnare le chiavi dei governi regionali a Palazzo Chigi". Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, commentando con i giornalisti la richiesta del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino (Pd), di incontrare il premier Renzi per proporre una diversa modulazione dei circa quattro miliardi di tagli che la manovra prevede per le Regioni.

“Non si può più esercitare con responsabilità il governo dei territori in cui a causa delle politiche dei governi centrali è aumentata la povertà, la disoccupazione; in cui la fragilità delle persone ci chiede più impegno per organizzare presidi e tutela nei territori. Invece ci si chiede di tagliare le reti della protezione sociale”. 
“Non intendo essere – ha continuato Vendola – l'amministratore fallimentare della mia regione.

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De Biasi (La Puglia prima di tutto): “La tragedia sfiorata a Campo di Mare è un segnale che le istituzioni in possono e non devono sottovalutare”.

"L’ultima tragedia sfiorata con il crollo della falesia a Campo di Mare, nel Brindisino, è l’ennesimo segnale che questa vicenda non può e non deve essere sottovalutata”. E’ quanto sostiene il presidente del gruppo “La Puglia prima di tutto” alla Regione Puglia, Franco De Biasi.

“Anche questa volta è andata bene – afferma – ma le cronache ci mettono in evidenza che in quella zona, come in molte altre del litorale salentino e dell’intera regione, non sono i divieti a frenare i bagnanti, che in assenza di controllo finiscono spesso col violarli senza rendersi conto del pericolo che accettano di correre. E’ evidente che qualcuno deve farsi sentire”.

Secondo il presidente De Biasi, è la Regione Puglia che deve chiamare a rapporto i singoli Comuni: “Poiché è chiaro che non basta un cartello a tenere la gente al sicuro – spiega – sarebbe forse il caso che dalla giunta regionale giungano direttive stringenti perché siamo nella fase più intensa della stagione. E’ ora che bisogna imporre i controlli, il rispetto delle regole e, se necessario, pesanti sanzioni per chi trasgredisce. Gli smottamenti della falesia sono improvvisi e quasi sempre imprevedibili.

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Dati Svimz: Introna fa appello all'unità del centrosinistra per risollevare il Sud e la Puglia

I partiti del centrosinistra non possono permettersi di dividersi su tutto, mentre è il Paese ad essere spaccato, tagliato in due dalla desertificazione economica e umana del Mezzogiorno. Basta con le liti di condominio, i cittadini vogliono sapere qual è il nostro progetto per risollevare l’Italia e ridare speranza al Sud, ai giovani, ai lavoratori, alle donne e agli anziani ”. È il monito severo di Onofrio Introna.

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia legge con preoccupazione i dati appena diffusi dallo Svimez. “Offrono un’immagine angosciante, quella di un Sud dove si è ripreso ad emigrare, si fanno sempre meno figli e la povertà cresce senza freni: le famiglie totalmente indigenti sono aumentate di due volte e mezzo in cinque anni”. Nel Meridione si concentra l’80% delle perdite di posti di lavoro e il Pil è crollato del 3,5%, oltre il doppio rispetto al Centro-Nord (-1,4%).

“Se noi del centrosinistra per primi non prestiamo ascolto a questi segnali angoscianti, la partita può dirsi persa. E non ce lo possiamo consentire”.

L’attenzione di Introna si rivolge alla realtà regionale. “La crisi ci aggredisce, malgrado tutte le politiche efficaci e innovative messe in campo dalla Regione. La Puglia arretra meno, ma arretra. Se di fronte a questo quadro non ci fermiamo per una pausa di riflessione, ci assumeremo responsabilità gravissime.

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Friolo: “Solidarietà a dr. Vinci e ordine dei medici dopo l'attacco di Vendola”

Il Consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della III Commissione Sanità della Regione Puglia, Maurizio Friolo ha diffuso la seguente dichiarazione:

Esprimo piena solidarietà all’Ordine dei Medici della Puglia e al presidente dell’Ordine dei Medici di Brindisi, dr. Emanuele Vinci, dopo l’attacco sconsiderato subito dal Governatore, Nichi Vendola.

Soprattutto per gli addetti ai lavori, è impossibile ignorare o minimizzare lo sfascio generalizzato della sanità pubblica pugliese negli ultimi dieci anni, ed altrettanto impossibile non considerare la lunga e purtroppo nutrita serie di disastri operati in una successione che non ha risparmiato praticamente niente e nessuno.

Questo è il contesto nel quale medici, operatori e dirigenti sono chiamati quotidianamente ad operare, pieno di falle e improvvisazione ovunque: e se si può imputare una colpa e una responsabilità all’Ordine dei Medici, che comunque non è chiamato in alcun modo a rispondere alla politica in un Paese democratico, è quella di non averlo denunciato abbastanza, magari per la contiguità con una certa politica e con un certo potere.

Chiamarsi oggi fuori additando responsabilità esclusivamente a chi ne ha approfittato, con tutte le riserve del caso in attesa dei risultati delle indagini in corso, è un goffo tentativo di autoassolversi, caro Governatore.

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Friolo: "Anche per lo Svimez la pressione fiscale in Puglia è insostenibile"

Di seguito, una nota di Maurizio Friolo, consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della III Commissione Sanità.

“Basta non arroccarsi nei palazzi del potere e non peregrinare per studi televisivi per rendersene conto, ma uscire tra le persone comuni, valutare tutti gli indicatori e i parametri in caduta libera, ascoltare padri di famiglia disperati, generazioni senza prospettiva, imprenditori senza più stimoli e margini di crescita: in Puglia la pressione fiscale è insostenibile.

Lo sappiamo da tempo, e non occorreva certo lo studio Svimez – relativo alle entrate tributarie nei vari Comuni italiani nel periodo che va dal 2007 al 2012 (ma il quadro poi non è certo migliorato) e pubblicato sull’ultimo numero della Rivista economica del Mezzogiorno – per rendersene conto.

E paradossalmente, di fronte a pessimi servizi erogati ovunque, le addizionali locali e regionali sono aumentate in particolare al Sud, e la Puglia non poteva mancare in questa sconcertante classifica al rovescio, nella quale gli enti locali ‘ricchi’ riducono le imposte, mentre quelli ‘poveri’ le elevano all’ultimo centesimo disponibile.

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Sessione comunitaria 2014 - L'intervento del Presidente Vendola

L’intervento conclusivo del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al dibattito sulla sessione comunitaria 2014 ha preso avvio dalla riflessione sulla crisi del processo di integrazione europea, sancito dal voto delle elezioni europee del 25 maggio. Pur riconoscendo l’accresciuto potere del Parlamento europeo, il governatore ha sottolineato come la stessa Assemblea “sia attraversata dal rigetto del progetto e del sogno degli Stati Uniti d’Europa”. “L’euroscetticismo - ha continuato - ha assunto una soggettività plurima, molteplice, che sta aggredendo alle radici il progetto di unione europea”.

Il presidente ha ricordato l’impegno della Regione Puglia “ad abbattere le barriere che ci impedivano di esercitare le nostre prerogative di essere cittadini europei. Ci siamo impegnati a proporre questioni di grande delicatezza, come il problema dei modelli di governance del ciclo integrato dell’acqua, abbiamo ragionato di bacini idrografici, abbiamo ragionato soprattutto di processi di desertificazione, delle mutazioni climatiche. E quando l’Europa ci parlava di innovazione, noi l’abbiamo presa sul serio. Tuttavia, possiamo continuare a essere europei nel dettaglio, nella costruzione di politiche di settore”.

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Dematerializzazione della ricetta medica. Avvio a regime.

Con la deliberazione n.1391/2014, la Giunta regionale dispone la conclusione delle attività di sperimentazione della ricetta dematerializzata ed il conseguente avvio a regime al 30/9/2014 secondo il cronoprogramma di seguito indicato:

 a) PRESCRIZIONI FARMACEUTICHE 
- entro il 10/9/2014 tutte le farmacie pubbliche e private territoriali devono essere collegate al SIST Puglia mediante i propri applicativi software per la gestione della ricetta dematerializzata; 
- a decorrere dal 1/10/2014 i medici dipendenti o in rapporto di convenzione sono tenuti a rilasciare le prescrizioni farmaceutiche esclusivamente in formato elettronico ai sensi del D.M. 2/11/2011, con esclusione delle fattispecie previste dalla normativa e dalle disposizioni delle Amministrazioni centrali;

b) PRESCRIZIONI SPECIALISTICHE 
- entro il 30/9/2014 le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliero-Universitarie e gli IRCCS pubblici devono adeguare i propri sistemi aziendali di prenotazione e registrazione delle erogazioni per la gestione della ricetta dematerializzata; 
- a decorrere dal 1/10/2014 i medici specialisti ambulatoriali dipendenti e in convenzione che operano all’interno delle strutture pubbliche sono tenuti a rilasciare le prescrizioni per prestazioni specialistiche da erogarsi presso le stesse strutture pubbliche esclusivamente in formato elettronico secondo quanto previsto dal D.M. 2/11/2011.

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Friolo : “Salva sezione Tar Lecce, vittoria di un territorio ”

“Non è solo la vittoria di un territorio che si è mobilitato trasversalmente senza tentennamenti , con coraggio e determinazione, del buonsenso che andava in una direzione esattamente contraria rispetto a quella intrapresa: è anche e soprattutto una riconquista dei cittadini del loro diritto alla giustizia pure in sede amministrativa, considerati gli enormi disagi che avrebbe provocato la soppressione della sede del Tar di Lecce in un’area, il Salento, così vasta e lontana dal capoluogo di regione”.

Maurizio Friolo, consigliere regionale di Forza Italia, esprime la propria soddisfazione per la decisione della Commissione Affari Costituzionali di correggere “una riforma più che discutibile, in termini di costi e benefici per la comunità” e stralciare le sezioni dei Comuni sedi di Corte d’Appello da quelle da accorpare in omaggio ai parametri rigidi imposti dalla spending review.

“L’accorpamento con Bari del Tar di Lecce non aveva alcun senso, e avrebbe prodotto l’unico risultato – a parte i disagi annunciati per gli addetti ai lavori e per i cittadini – di frenare ancora più pesantemente un complesso apparato che avrebbe invece bisogno di riforme e interventi ben diversi. E anche la provincia di Brindisi ne avrebbe risentito oltre ogni ragionevole previsione, senza alcun tipo di risparmio: per questo la mobilitazione e l’impegno – compreso quello del sottoscritto – sono stati ancora più convinti e partecipi, e hanno prodotto un risultato che speriamo faccia riflettere nel prossimo futuro” conclude Friolo.

 

 

  

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