Torna alla luce in Via Geofilo la chiesa del SS. Salvatore.

Tornano alla luce in un immobile di fattura ottocentesca nel centro storico di Mesagne, in via Geofilo, alcuni resti archeologici di periodo medievale . La scoperta vera e propria del manufatto risale al 1996 in occasione dei lavori di messa in sicurezza della parte antica della città. All’epoca dei fatti, in mancanza di risorse finanziarie, si decise di murare la porta di accesso della struttura.

I fondi che furono messi in campo nella contingenza dei fatti erano destinati esclusivamente all’edilizia residenziale pubblica e non ai restauri.  Fu comunque data comunicazione alla Soprintendenza di Taranto che effettuò uno specifico sopralluogo, rilevando che doveva trattarsi verosimilmente dei resti della Chiesa medievale del SS Salvatore, così come risulta dal testo “Mesagne: città delle 50 Chiese” di A.C. Leopardi. All’interno della Chiesa ci sono diversi affreschi di rilevante interesse artistico, raffiguranti “panneggi di fattura bizantineggiante” probabilmente del XIII secolo.

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La Matonna ti lugliu (di Emanuele Castrignanò).

Ce grandi festa ca si faci a lugliu,

tuttu lu paisi si ‘nni v’a’ subbugliu,

si ‘nnùra la Madonna Prutittrici

ti tutti vinirata, ci sa nni ‘bbinitici.

 

Impegni e tradiziuni ti sieculi passati,

li misciagnisi no si l’hannu scurdati.

Ti uài e di discrazi, ti tanni e distruzioni

‘nni l’hamu scuppulata pi quedda prutizioni.

 

Si ‘ncegna misi prima a fari e strulicari,

pinsandu a cosi bueni e a cunti ti quatrari.

Nc’eti nu Cumitatu, ca gira li riuni

pi ‘ccogghiri l’offerti ti crandi e di vagnuni.

 

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2014: ‘Na festa ‘rranciàta (di Emanuele Castrignanò).

Auànnu, festa senza Cumitatu

e fatta cu do’ sordi ch’hannu tatu

li fitèli cu tanta divuzioni

pi’ nnuràri la Matonna ‘n prucissioni.

 

Li stiènti e li uài ti li cristiani

hannu ncurtùtu li razzi cu li mani,

so’ picc’ormai a ci si cala ‘m pota

pi’ fa’ l’offerta ca si facia ‘na vota.

 

Quddu maru Cumitatu ca girava

pi’ li strati e ‘na porta no’ lassava,

sà tuzzàva ci ‘ncun’ànama l’aprìa,

sia ti sera, ti matina o menzatìa.

 

E toppu tanti migghiàri ti pitàti

parulàcci surtantu hannù pigghiàti

e pi’ stu fattu e pi’ la dignitàti

alla Chiesa sti ntràbbichi hannu tati.

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Madonna del Carmine: nella festa del 1906 si sorteggiavano due vitelli (di Domenico Urgesi).

Sembra incredibile, ma oltre un secolo fa, per la precisione nel 1906, la festa del Carmine si svolgeva in un modo molto più fastoso di oggi, o… dell’ultimo decennio. Ci guida, in queste osservazioni, un volantino, formato cm 38x27, stampato dalla veneranda Tipografia Castorini. Ecco il Programma:

Sabato 14

Nelle ore pom., dopo il giro per la Città, la nota Banda musicale di Salice Salentino si unirà alla processione che anderà a rilevare la Sacra Immagine dalla chiesa dei PP. Carmelitani. Giunta in Piazza V.E. II, dalle autorità civili ed ecclesiastiche sarà fatta la simbolica cerimonia dell’offerta delle chiavi della Città. Sparo di una fragorosa batteria e grosse bombe.

Domenica 15

Alle 5 del mattino, giro per la Città dalle rinomate Bande di Trinitapoli – Casamassima – Salice Salentino e Montemesola. Funzioni religiose nella Collegiata. Addobbata artisticamente dal sig. Pranzo Salvatore di Torre S. Susanna. Musica nelle piazze Municipio e Garibaldi. La sera le Piazze Municipio, V.E. II e la via Stazione saranno sfarzosamente illuminate a gas acetilene dalla nota Ditta Rossano e Sonetti di Bari. Servizio di orchestra nelle due piazze fino a tarda ora. Accensione di due fuochi artificiali, lavoro dei due pirotecnici Gianfrate Carlo e Fratelli Rubino di Mesagne.

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Decreto legge per la tutela del patrimonio culturale lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.

E’ stato approvato a larga maggioranza alla Camera il decreto n. 83 recante "Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, voluto fortemente dal PD e dal Presidente Renzi che finalmente introduce importanti ed innovativi strumenti per sostenere il patrimonio culturale del nostro Paese e per rilanciare il settore turistico. 

Lo annuncia con soddisfazione la deputata del PD, on. Elisa Mariano: "Tra le novità principali -ricorda la parlamentare- va citato innanzitutto l'ART BONUS che riconosce agevolazioni fiscali ai cittadini ed agli enti che investono in cultura. Ma sono anche previste misure di sostegno per il recupero delle sale cinematografiche storiche ed un piano strategico per rilanciare i beni culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Per il turismo, invece, è da sottolineare il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive che estende gli interventi a tutte le spese di ristrutturazione edilizia, restauro conservativo ed eliminazione delle barriere architettoniche, la nascita del Fondo per la promozione del turismo, alimentato dal recupero delle imposte sul Tax free shopping, e della Tourist card”.

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Ostuni: Eva Cantarella apre la nuova serie de “Un’emozione chiamata libro”

“Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi” (Feltrinelli editore) è il libro di Eva Cantarella che apre domani giovedì 10 luglio alle ore 21, la rassegna degli incontri con gli autori “Un’emozione chiamata libro” che è giunta alla 18° edizione e che caratterizzerà anche quest’estate ostunese. L’iniziativa curata direttamente dal neo assessore alla cultura Pierangelo Buongiorno in collaborazione con la Regione Puglia e con la Bottega del Libro.
Gli autori che si confronteranno con i loro lettori sui temi scelti per la rassegna: “Vecchio e nuovo: generazioni a confronto”, “Plurale femminile” e “I cieli dell’avventura”.

Eva Cantarella è un’importante studiosa, specializzata in Diritto romano e greco di cui è stata ordinario all’università Statale i Milano. Ma il rigore dei suoi studi non ha certo frenato la sua curiosità per la vita privata dei nostri antenati, che ha indagato negli aspetti più intimi in testi divulgativi, molto godibili.
Dopo i saluti del Sindaco e l’introduzione dell’Assessore alla Cultura, Pierangelo Buongiorno e di Ettore Catalano, l’autrice dialogherà con Francesca Lamberti e Loredana De Vitis.

Come nei precedenti, anche in quest’ultimo libro Cantarella pone particolare attenzione alla vita e alla condizione delle donne, considerate dai romani una sorta di male necessario, rivali in amore degli efebici giovinetti ai quali contendevano le attenzioni degli uomini. Donne comuni, delle quali descrive usi e costumi, trucchi e parrucchi.

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Apollonio: "Come alla ricerca di qualcosa", si presenta a cura della libreria Lettera 22.

Giovedì 3 luglio alle ore 19.30 in piazza Orsini del Balzo presso il ristorante Golosoasi, la libreria Lettera22 di Mesagne presenterà il romanzo “Come alla ricerca di qualcosa” (Besa editrice) di Andrea Apollonio.

Si tratta di un giovane autore pugliese alla sua prima esperienza narrativa.

L'incontro fa parte del programma di eventi organizzati in collaborazione con l'Associazione Pugliese Editori che mirano a diffondere e promuovere la diffusione dell'editoria pugliese con i suoi titoli più interessanti.

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Lu marcanti ti li scarpi e l’avvucatu. (di Carmelo Colelli).

Lu nunnu Ntognu, lu frati ti lu nunnu Cici, mi cuntau nu fattu ca succitiu tanti anni aggretu.

A Misciagni nc’era nnu cristianu, ca vindia li scarpi, ti precisu lu nunnu Ntognu no ssi rricurdava ci tinia lu nigoziu o vindia allu marcatu.

Nu ggiurnu, a prima matina, addo stu cristianu sciu na bella femmana ti Misciagni, ierta, bruna, capiddi neri neri,putia tiniri na trintina t’anni, si ccuminzau a ‘mparari li scarpi, “quisti no mi piacunu, statri mi fannu lu peti cruessu, quist’atri so troppu chiusi”, lu marcanti apria e chiutia sčatuli ti scarpi, la cristiana si mintia li scarpi, s’azava, caminava, nanzi e cretu, sobbra allu cartoni, si ssittava e si li llivava.

‘Ntra na prova e l’atra tinia sempri na cosa ti tiri, toppu ca si l’era pruvati quasi tutti ticiu: “vogghiu nu paru ti scarpi ca anna essiri belli e commuti, mi l’agghia mentiri sotta a la vesta nova ca m’agghiu fatta cosiri, pirceni Sabbutu ca veni, agghia sciri alla zita, si sposa nipotama.

Toppu chiu ti nn’ora, capau quiddi ca li piaciunu ti cchiui e, ‘ncuminzau a cuntrattari pi llu prezzu.

Lu marcanti vulia settimilaliri, la cristiana ‘nci nni vulia dava soltantu tremila e cinqucientu, toppu tanti tira e mmolla, si ggiustara pi cinqumilaliri.

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Ricordando Candido ... dieci anni dopo.

3 luglio 2004 – 3 luglio 2014: sono passati dieci anni da quando è scomparso Candido Plenilunio, imprenditore originario di Campi Salentina, da sempre a Mesagne e che ha legato il suo nome, indissolubilmente, allo sviluppo e alla diffusione del marchio “Latte Verbano” tra gli anni ’60 e ’90 nel territorio salentino.

Il suo esempio di imprenditore affermato e stimato, presidente di ConfCommercio a Mesagne e fervente politico è stato raccolto, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto, in un libro che verrà presentato giovedì 3 luglio alle 19.30 presso l’Atrio del Comune di Mesagne, in via Roma.

“Cav. Candido Plenilunio, Uomo d’altri tempi” è il titolo del libro nato da un’idea di Giovanni Plenilunio, suo figlio, e che ha visto la nascita proprio in concomitanza del decennale della scomparsa dell’imprenditore, mesagnese d’adozione.

Una vita, la sua, dedita al lavoro come commerciante e poi imprenditore, nonché alla passione per la politica, che lo ha visto muoversi tra le fila del MSI prima, Alleanza Nazionale poi.

Il libro nasce dall’esperienza che Giovanni ha maturato frequentando il progetto “Il Cantiere dell’Inclusione”, all’interno del quale è stato inserito dal Consorzio Elpendù, attuatore dell’intervento finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso 6/2011 (PO FSE 2007 – 2013) e dal Comune di Mesagne, promotore dell’iniziativa.

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In edicola Quì Salento (1-15 luglio)

In edicola quiSalento del 1°-15 LUGLIO

L'estate di festa del Salento

> Giuliano racconta il gran ritorno a sud dei Negramaro

> Le fantastiche architetture di luce della festa di Scorrano

> La stagione di sagre, riti e feste: tutte le istruzioni per l'uso

>>> L'ANIMA DELLE LUMINARIE

Un'esplosione di luci, ma anche un grande show. Devozione e fede accendono di colori le feste del Salento. Le luminarie del Salento, a Scorrano come in ogni altro borgo, non sono soltanto un carosello di freddi led, hanno un'anima. L'anima della festa dei salentini. A questo tema è dedicato l'editoriale del numero di luglio di quiSalento, in edicola con 100 pagine a colori e tutte le notizie di eventi, cultura, tradizioni e attualità. quiSalento,rivista leader per il turismo e il tempo libero, si trova anche nelle edicole di Brindisi e provincia, di Taranto e provincia, in alcune edicole centrali di Bari e lungo la costa adriatica fino a Bari.

>>> IL REGGAE SINFONIA D'ORCHESTRA

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