Avis chiama ed i soci rispondono

Un successo al di là delle previsioni quello raggiunto dall’Avis S. Beccarisi di Mesagne nella giornata di Mercoledì 16 luglio.

Nella tradizionale giornata di raccolta sangue che l’associazione organizza nel giorno della festa della Madonna del Carmine ben 97 donatori si sono presentati a porgere il braccio per compiere il gesto più bello.

Le sacche raccolte sono state 86.

Un risultato che risolleva il morale di tutti i volontari  per diversi motivi: innanzitutto, in questo periodo di forte emergenza sangue, portare in una mattinata 86 sacche significa offrire un aiuto importante alle necessità del reparto trasfusionale di Brindisi.

In secondo luogo un’affluenza così straordinaria in un giorno feriale è conferma della sensibilità dei soci alla chiamata alla solidarietà, una sensibilità che non si è fatta minimamente intimidire dalle polemiche sterili e appositamente montate nelle ultime settimane.

E’ innegabile infatti che si è cercato di screditare e gettare delle ombre sul lavoro dei volontari che da anni dedicano tempo ed energie alla causa in cui credono di più: aiutare chi ha bisogno.

 

Molta confusione si è volontariamente creata attorno alla sospensione della convenzione fra ASL e AVIS Provinciale Brindisi, che fu proposta a suo tempo dalla ASL a tutte le associazioni di raccolta sangue presenti nella  provincia ma accettata solo dall’AVIS; tale convenzione, che per due anni ha permesso all’AVIS di garantire l’autosufficienza ematica, è stata sospesa nel mese aprile dal CRAT (Coordinamento Regionale delle Attività Trasfusionali), in attesa di uno schema regionale unico che possa essere valido per tutte le province e che è attualmente in corso di elaborazione.

Ciò che turba non poco gli animi è il fatto che questo tentativo di diffamazione provenga da parte di un’altra associazione presente sul territorio e impegnata per lo stesso scopo.

L’AVIS ha cercato di mantenere un certo distacco da certe accuse infamanti, rispondendo in maniera sempre rispettosa e in linea con la dignità e l’onorabilità che la contraddistinguono. Eppure in una simile situazione la domanda sorge spontanea: com’è mai possibile che un risentimento personale possa condurre a questo punto?

Allora sarebbe forse giusto rimettere in discussione il concetto stesso del volontariato?

Essere impegnati in un’associazione che si preoccupa di raccogliere il sangue significa mettere al centro di tutto chi soffre, sempre e comunque: è per questo che l’AVIS non ha mai interrotto le raccolte, se pur fra mille difficoltà, mai dimenticando qual è la sua missione, perché  chi aspetta il sangue per avere una speranza in più di vita non ha a disposizione il tempo che abbiamo noi.

Aiutare chi ha bisogno, questo è il premio più grande, il “rimborso” più generoso che i volontari, quelli veri, percepiscono.

I personalismi, il desiderio di rivalsa per “carriere” non riuscite, l’autoreferenzialità sarebbe meglio rimanessero a casa quando si fa associazionismo, perché dell’associazionismo sono esattamente l’antitesi.

A volte la ricerca di sensazionalismo e di visibilità conduce a delle azioni di cui non si percepiscono le conseguenze: ma come si fa a non prevedere che infangando il nome di un’associazione quale l’AVIS, presente da quasi 40 anni sul nostro territorio e con migliaia di soci in tutta la provincia, molti donatori non ben informati rinunceranno a donare? E che questo significa danneggiare in primis chi soffre? Bisogna essere davvero senza scrupoli per anteporre gli interessi personali alla salute dei cittadini.

Non è un controsenso organizzare eventi pubblici per discutere di emergenza sangue se a tale emergenza si è dato un contributo?

Come fa la coscienza a non urlare davanti a queste azioni sconsiderate?

Per fortuna poi in un mercoledì di luglio, prima ancora dell’arrivo del personale ospedaliero, ecco la fila di donatori che pazientemente aspettano il proprio turno, nonostante il caldo, che ingannano con le chiacchere i tempi di attesa, ben sapendo in cuor loro quanto vale questo gesto e dando una lezione a tutti: la solidarietà, quella sincera, non si ferma davanti a niente.

Il presidente AVIS Mesagne “S. Beccarisi”

Rosaria Magrì

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