No al carbone: Sulla via di Micorosa e Bussi.

Carissimi amici,
 siamo lieti di invitarvi alla conferenza stampa che si terrà il 23 giugno alle ore 17.30 presso la sede No al Carbone - sita in via Porta Lecce, 80 - al fine di illustrare i contenuti e le motivazioni che hanno portato a presentare un esposto sulla situazione della discarica di Micorosa alla Procura della Repubblica di Brindisi e della diffida sempre inerente all'area di Micorosa ed avente per oggetto: Sito di interesse nazionale per le bonifiche di Brindisi - area Micorosa barieramento idraulico attorno al petrolchimico .

Venerdì 27 giugno 2014 alle ore 18.00, nel Piazzale antistante il Teatro Verdi a Brindisi, si svolgerà un incontro pubblico promosso da No al Carbone Brindisi dal titolo “Sulla via di Micorosa e Bussi – Discariche industriali, quali soluzioni?”.
L’incontro vuole mettere a confronto due situazioni analoghe, la discarica di rifiuti industriali di Micorosa a Brindisi, e la discarica di Bussi a Pescara, per mettere in evidenza la pericolosità dei siti e creare un dibattito sulle possibili soluzioni.

 

 
L’area Micorosa ha un’estensione di circa 50 ettari e si trova all’interno della zona industriale di Brindisi, tra il petrolchimico e l’area protetta delle saline di Punta della Contessa.

Tra il 1962 e il 1980 la zona è stata utilizzata per lo smaltimento dei residui di lavorazione industriale del petrolchimico, con uno strato di materiale compreso tra i 2 e i 7 metri ed un volume di circa 1,5 milioni di metri cubi.

Micorosa è stata interdetta al pubblico solo nel 2011. Su incarico del Comune di Brindisi, nel 2010 è stata effettuata una caratterizzazione ambientale dell’area, in previsione di successivi interventi di messa in sicurezza e bonifica.

Le indagini hanno evidenziato la presenza di rifiuto costituito in prevalenza da idrossido di calcio ed è stato confermato un diffuso ed elevato inquinamento, sia del suolo che della falda sottostante, con la presenza di idrocarburi, cloro benzeni e metalli pesanti ed un’altissima concentrazione di elementi cancerogeni, tra cui i composti alifatici clorurati.

La descrizione delle attività e dei risultati dell’indagine è stata riportata in un apposito documento inserito all’interno del progetto di messa in sicurezza e bonifica redatto nel gennaio 2014, attualmente in fase di valutazione.

La discarica di Bussi, Sito Nazionale di Bonifiche, è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria nel 2007 ed è attualmente in corso un processo in Corte d’Assise contro 19 dirigenti dell’allora Montedison.

Inoltre in questo sito la Procura di Pescara ha recentemente aperto un procedimento anche nei confronti dei dirigenti dei proprietari attuali (Solvay) non responsabili dell’inquinamento perché per alcune aree avrebbero omesso le misure di prevenzione per impedire la fuoriuscita degli inquinanti attraverso la falda e per altre aree avrebbero attivato misure rivelatisi insufficienti per far rientrare i parametri nei limiti di legge.

La situazione abruzzese, anche per la storia del petrolchimico e delle responsabilità ricostruite con perizia dal TAR Lecce, appare presentare risvolti del tutto similari a quella di Brindisi.

Modera l’incontro TIZIANA COLLUTO, Giornalista-collaboratrice de ilfattoquotidiano.it.

Intervengono ANGELO SEMERANO, Ingegnere ambientale, AUGUSTO DE SANCTIS del Forum abruzzese movimenti per l’acqua, MAURIZIO PORTALURI, Medico Oncologo, ROSANGELA CHIRICO, figlia di vittima del Petrolchimico.

A conclusione dell’evento ci sarà una proiezione del video-inchiesta a cura di Emiliano Buffo e Tiziana Colluto pubblicato sulla testata on line del Fatto Quotidiano il 14 marzo 2014, ed un recente reportage fotografico di Ida Santoro.

In mattinata relatori e giornalisti visiteranno l’Area di Micorosa.
La settimana successiva, venerdì 4 luglio, analogo incontro pubblico sarà svolto a Bussi-Piano d’Orta (Pescara) con la presenza dei No al Carbone.

COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE BRINDISI

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