Da Molfetta a Matarrelli doppio no alle primarie (di Giuseppe Florio).

Primarie? No, grazie. E' questo il senso del garbato ma deciso uno-due di risposta al documento politico prodotto dal Partito Democratico che invece proponeva ed anzi sollecitava le primarie interne al centrosinistra. Gli autori della doppia e quasi simultanea replica sono i due big avversi al PD, Pompeo Molfetta, autocandidatosi a sindaco, ed il deputato Toni Matarrelli.

Stimolato dal dibattito aperto in seno alla Gazzetta del Mezzogiorno, Molfetta interviene per motivare la propria posizione: «Le primari aperte possono essere un utile strumento per una più ampia e democratica selezione dei candidati sindaci ma vanno maneggiate con cura perché possono produrre effetti collaterali molto gravi. In genere, tranne che in qualche nobilissima eccezione, viene eletto il candidato espresso dal partito di maggioranza relativa della coalizione il quale non sempre è il miglior candidato possibile.

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Pd: domenica mobilitazione per le primarie con la raccolta di firme.

Nell’ambito della mobilitazione su tutto il territorio regionale da parte del Partito Democratico, Domenica 19 Ottobre 2014 dalle ore 9.00 alle ore 13.00, il PD di Mesagne allestirà un gazebo in villa comunale per raccogliere le firme a sostegno di  Michele Emiliano e Guglielmo Minervini, candidati del PD alle primarie del centrosinistra per l’elezione del candidato presidente della Regione.

Nelle prossime settimane il Partito Democratico organizzerà diverse occasioni di incontro per riflettere e ragionare sulle idee da mettere in campo per il governo della Puglia, convinti come siamo che allo scontro tra personalità bisogna contrapporre un dibattito sulle idee che non può finire sullo sfondo.

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I pittelliani di Labdem in dissenso con il Pd (di Giuseppe Florio).

LabDem non ci sta o, meglio, non ci sta del tutto. Il documento politico diramato alla stampa e rivolto alla città dal locale Partito Democratico, infatti, non accontenta tutte le anime del partito. Gli esponenti dell'area che si ispira all'eurodeputato e capogruppo del PSE Gianni Pittella intervengono a 24 ore dalla pubblicazione di quel documento per puntualizzare, non senza garbati accenti polemici, alcune uestioni.

E' Annamaria Scalera, già segretario dei DS e consigliere comunale, oggi membro della direzione regionale democratica e responsabile provinciale di LabDem, a dissentire in prima persona. Il piglio è quello, ragionevole, di chi, pur anagraficamente giovane, ha consumato una lunga e coerente militanza nelle fila del partito. La Scalera è una delle figure spendibili nell'eventualità in cui si dovranno consumare le primarie interne al centrosinistra: perché donna (ma non ottusamente femminista), tenace ma incline al dialogo, competente ed appassionata. Per lei la sfida che si affronterà nelle prossime settimane è cruciale. Così spiega: «In politica, me lo hanno insegnato proprio alcuni dei maggiorenti del PD mesagnese, è più importante quello che non si dice che quello che si dice.

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Sospeso
Situazione politica: una nota di Annamaria Scalera della direzione regionale Pd.

In politica, me lo hanno insegnato proprio alcuni degli ex maggiorenti del PD locale, è più importante quello che non si dice da quello che si dice. Per questo, LabDem, area riformista del PD, aveva chiesto, attraverso i propri rappresentanti in segreteria, di integrare il documento politico con un riferimento allo straordinario lavoro che sta facendo Renzi e al fatto che il Pd locale sarà protagonista ed impegnato a sostenere i suoi due candidati, Emiliano e Minervini, alle primarie regionali del centrosinistra. Tenevamo soprattutto a quest'ultima affermazione per evitare che qualcuno pensasse che davvero le primarie regionali a Mesagne possano diventare una conta tra il Pd e l'on.Matarrelli.

Quale Pd ci chiediamo starebbe con il candidato di SEL Stefàno? LabDem, così come "Mesagne cambia verso", hanno detto da tempo di sostenere Michele Emiliano, perché riteniamo che alla Regione, così come al Comune di Mesagne, sia necessario fare un'analisi seria e approfondita del governo e dare una sterzata, sia in termini di proposta politico-progettuale che di uomini e donne che devono rappresentarla.

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Il Pd la mette sul piano della politica (di Giuseppe Florio).

La prima buona notizia è che il Partito Democratico ha infine partorito il tanto atteso documento politico: elaborato per tempo dall'avveduto segretario cittadino Francesco Rogoli, ha poi dovuto passare le forche caudine del giudizio dei membri della segreteria, dei consiglieri comunali, degli assessori, del sindaco, dei vecchi maggiorenti. Lode alla pazienza di Rogoli.

La seconda buona notizia è che il PD prova a spostarla sul piano della politica, recupera la palla finita in tribuna con l'autocandidatura di Pompeo Molfetta e la ferma a centrocampo, invitandolo a giocare la partita.

La terza ed ultima buona notizia (e sono già troppe, chissà quanto tempo ancora ci vorrà per maturarne di nuove) è che la dirigenza democratica si impone i toni ed i contenuti della ragionevolezza, di fatto distendendo un clima troppo teso per essere ancora a molti mesi dalla competizione elettorale amministrativa.

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M5S: Puglia nessuna alta velocità sulla Bari Napoli.

Secondo il deputato pugliese De Lorenzis (M5S), il Partito Democratico continua a fornire informazioni sbagliate ai cittadini. Non vi sarebbe alcuna Alta Velocità ma solamente modifiche al tracciato ed alle tecnologie utilizzate

Il Governo e il Partito Democratico mentono sapendo di mentire: la tratta Napoli-Bari non è e non sarà una tratta Alta Velocità. A denunciarlo, il deputato pugliese Diego De Lorenzis (M5S), segretario della Commissione Trasporti della Camera, forte della testimonianza della stessa RFI. La direttiva europea, infatti, stabilisce che per essere definita “Alta Velocità”, una tratta deve poter permettere ai treni di viaggiare ad almeno 250 km/h mentre per la Napoli-Bari le velocità raggiunte saranno notevolmente inferiori consentendo in gran parte il trasporto ferroviario sui medesimi binari regionali ed interregionali attualmente in uso. 

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Documento politico del Pd di Mesagne.

Il Partito Democratico di Mesagne ha avviato, nell’ambito della segreteria e del direttivo, una riflessione sugli impegni e le scadenze che nei prossimi mesi ne caratterizzeranno l’azione politica. La congiuntura nella quale si inserisce il prossimo rinnovo dell’assise comunale, impegna il Partito Democratico in una valutazione seria sulla stagione politica che volge al termine, sulla ricaduta che ha avuto nella città, sul tessuto economico e sociale e sulle politiche da mettere in campo per condurre un  processo di rinnovamento che sarà  elemento imprescindibile nella costruzione del centrosinistra a cui il PD lavorerà.

E’ appunto il centrosinistra lo spazio politico che il PD vuole riorganizzare, rinnovare, allargare e proporre a forza di governo, in un momento molto delicato che sta contrassegnando la vita del Paese e di tutti i comuni italiani. Riteniamo che sia questo il punto da cui partire: il centrosinistra cosi come lo abbiamo conosciuto ha visto il suo tramonto contestualmente all’ esperienza amministrativa che volge al termine.

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Tavola rotonda: la scuola che fa male.

Nella giornata di domani, 15 ottobre, l’auditorium del Castello Normanno Svevo di Mesagne ospiterà i lavori della Tavola Rotonda sul tema “La scuola che fa male – proposta per una scuola sufficientemente buona”.

L’evento è stato proposto dall’ISBEM e dall’Associazione Culturale Socrate, partners del Movimento di cooperazione educativa e dell’Agenzia Europea delle Democrazie Locali presso il consiglio d’Europa. L’iniziativa è patrocinata dall’Amministrazione Comunale. Il tema è particolarmente importante e vede la presenza non solo del prof. Maurizio Parodi in qualità di relatore ma anche di diversi dirigenti scolastici del territorio. L’obiettivo è incrementare sul territorio le opportunità di consultazione pubblica sulla buona scuola promossa dal Governo Nazionale.

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Su Torre Guaceto una nota di Matarrelli.

L’autorizzazione allo scarico delle acque reflue dell’impianto consortile di trattamento a servizio dell’agglomerato di Carovigno direttamente nel cuore dell’Area Marina Protetta è più di un errore marchiano al quale pure occorre porre rapido rimedio, è un delitto ai danni della nostra umanità, del nostro futuro quindi di uomini degni. Non mi soffermerò sugli aspetti legali della questione, sui quali sarebbe in ogni caso necessario riflettere, dato che Torre Guaceto è una riserva naturale dello Stato su cui insistono vincoli severissimi, condizione di cui non si è, con tutta evidenza, tenuto conto.

Considero però grave che il governo regionale abbia omesso di effettuare la Valutazione di Incidenza Ambientale sullo scarico temporaneo nel canale Reale del nuovo depuratore consortile di Carovigno ed auspico una rapida soluzione alternativa allo scarico a mare.

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Il Sel si ripresenta a Mesagne con Maria De Guido, Vendola e Stefano.

Lunedì 13 ottobre ritorna in forma ufficiale Sel nell’auditorium del Castello per la candidatura di Dario Stefano alle primarie regionali. E il ritorno di Maria De Guido, che il 31 dicembre dello scorso dopo la decisione di Scoditti di defenestrala come Assessore si autosospese da Sel e da quanto è dato sapere non frequentò più la sezione di Via Roma.

Il benservito fu fatto, senza alcun preavviso, e con fare molto grossolano del Sindaco il quale disse: “Ue Marì ha capiri la politica è fatta cussì!” costrinse l’ex Assessore poi a disertare gli impegni politici e, nel contempo a partecipare attivamente attraverso i social network.

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Contributo allo studio dei soprannomi in uso a Mesagne
Pinocchiu
Una malattia culturale: La possessione rituale

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