GD Brindisi: La voce di chi la scuola la vive.

Giorni fa si sono svolti i colloqui al Largo del Nazareno fra il Partito Democratico e le associazioni studentesche.

Nonostante le aspre proteste a noi sembra che qualcosa si stia muovendo, che la rotta del governo stia cambiando, che le richieste comuni a tutti gli studenti con il tempo vengano pian piano accettate a partire dall’emendamento che realizzerà davvero il Diritto allo Studio su base nazionale e dal rafforzamento del curriculum scolastico che diventerà davvero personalizzante, oltre che a maggiori controlli sulla sicurezza degli edifici scolastici, insieme a nuovi fondi per l’edificazione di nuove scuole, capaci di affrontare le novità dal punto di vista tecnologico, dalla sicurezza al risparmio energetico. Tutto questo è frutto di un lavoro svolto dai sindacati studenteschi come la Federazione Degli Studenti e i Giovani Democratici. A leggere qualche commento in giro, però, il sospetto è che ci sia più passione nell’ostilità strumentale al provvedimento, che nella vera battaglia: quella per cambiare la scuola.

Noi vogliamo cambiare ancora molte parti di quel testo e sappiamo di rappresentare così le speranze di tantissimi ragazzi che vorrebbero una scuola diversa. Non vogliamo tradire la loro fiducia, per questo non molleremo di un millimetro. Al Partito Democratico chiediamo di compiere un gesto coraggioso: noi auspichiamo che non si chiuda questa stagione di riforma con l'approvazione del testo; riteniamo, infatti, che per rivoluzionare e migliorare la scuola, in un'ottica che accontenti docenti e studenti in toto, serva ancora molto: una riforma della governance, una dei cicli scolastici perché nel passaggio tra medie e superiori si consuma una selezione di censo inaccettabile, forse anche delle discipline, della valutazione perché la valutazione non può servire a genere classifiche e competizione, ma dovrebbe offrici gli strumenti per assumere delle scelte, ed, inoltre, un riconoscimento ai docenti che svolgono un compito fondamentale: formare ed educare i cittadini del domani, compito che spesso non viene loro riconosciuto e per il quale non vengono ricompensati adeguatamente (basti guardare come lo stipendio al netto dei docenti negli altri stati europei sia superiore a quello degli insegnanti italiani) né vengono gratificati.

Certo la tessera per spese culturali contenente i 500 euro annui è un passo minimo ma, a nostro avviso, è pur sempre un passo avanti che ce ne fa sperare degli altri, i quali permettano al nostro paese di avere insegnanti orgogliosi, fieri e gratificati: perchè un docente gratificato è un docente motivato, ovvero il meglio che uno studente possa desiderare. Secondo noi si può lavorare ancora molto in Senato per migliorare e perfezionare, successivamente, il ddl “Buona Scuola” andando incontro, per quanto possibile, alle richieste di studenti e docenti, rispettando così chi la scuola la vive, la anima e la fa propria e forse ottenendo, finalmente, una “Buona Scuola”.

Alessandro Fusaro

Responsabile Scuola GD Brindisi

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