Curto scrive a Vendola per istituire una commissione antimafia regionale.

Egregio Presidente,

la presente per riproporre con  forza il tema della istituzione di una Commissione antimafia regionale. Già  nel mese di Giugno del 2012, a seguito  di episodi criminali di inaudita gravità, che avevano visto come teatro la nostra regione,  ritenni opportuno presentare una apposita proposta di legge  (Atto Consiglio n.189 ) con cui chiedevo, per l’appunto, “l’Istituzione di Commissione d’indagine sulla mafia e sulle organizzazioni criminali operanti in Puglia”.Ritenevo, devo ammetterlo,  che l’esperienza e la sensibilità da Ella stessa maturata all’interno della Commissione Antimafia Nazionale avrebbero avuto ragione degli ostacoli che in questa legislatura sono stati frapposti alle iniziative della opposizione; purtroppo, però, anche questa apertura di credito si  è  rivelata  priva di  un effettivo riscontro politico.

 

Ripropongo, quindi, la proposta non solo alla luce dei gravissimi episodi criminosi che dal 2012 ad oggi hanno turbato, sovente insanguinandola, la nostra Puglia, ma, soprattutto, a seguito degli ultimi avvenimenti che hanno dimostrato, ove ve ne fosse ancora bisogno,  che    il tempo delle attese e delle conferme è sostanzialmente scaduto.

L’altro ieri sulla statale 106 un  piccolo innocente ha perso la vita in un agguato che, per la spietatezza dell’esecuzione, ci ha riportati alla Palermo dei primi anni ’90.

Poche ore fa una bomba ha distrutto l’autovettura di un assessore comunale di San Vito dei Normanni, mentre negli ultimi giorni la Puglia conquistava la leadership tra tutte le regioni italiane per numero di attentati compiuti ai danni di amministratori comunali.

E tutto ciò alla vigilia di consultazioni amministrative cariche di   segnali oltremodo inquietanti.

Non voglio pensare che tutto ciò possa scivolare impunemente addosso a quel Presidente della Regione Puglia che proprio dalla sua attività in Commissione Parlamentare Antimafia    ricevette l’imprimatur politico di leader.

Ovviamente, non mi sfugge il fatto che la materia non è di competenza della Giunta regionale ma del Consiglio. Ma so pure che, almeno quando lo ha ritenuto giusto ed opportuno, Ella non si è preoccupato d’invadere una sfera non rientrante tra le prerogative attribuite al Presidente della Regione.

Ed è con questa consapevolezza che attendo  di conoscere se, quanto più tempestivamente possibile, riterrà di farsi carico di questa, credo doverosa, iniziativa legislativa.

Euprepio Curto

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