Stazione di Brindisi - Romano: “RFI non giochi con la sicurezza dei brindisini. Le sue precisazioni confermano i nostri dubbi”

Nota del Presidente della III Commissione, Sanità, Pino Romano (senso Civico).

 

“La nota con cui Rete Ferroviaria Italiana ha fornito chiarimenti ed ha fatto smentite in riferimento al futuro della stazione ferroviaria di Brindisi conferma in toto le nostre perplessità.

RFI, infatti, sostiene che “tutti i servizi per le persone in viaggio resteranno aperti, così come non cambierà nulla per le fermate dei treni”. E chi ha detto il contrario?

Il vero problema è che il miglioramento tecnologico e infrastrutturale che RFI sta attuando nella stazione di Brindisi comporta (come ribadito proprio da RFI) che la gestione della circolazione ferroviaria di Brindisi sarà effettuata direttamente dal “Posto centrale di Bari” e quindi conferma che Brindisi sarà una stazione telecomandata da Bari.

Il punto è proprio questo: questa innovazione determina la perdita secca di dieci posti di lavoro e siccome noi siamo abituati a non giocare sulla pelle dei lavoratori, consideriamo estremamente penalizzante il fatto che i capistazione e gli altri operatori che fino a sabato saranno impegnati a Brindisi, successivamente saranno trasferiti a centinaia di chilometri da casa.

Ma è ancora più grave tutta la problematica legata alla sicurezza. Il sottoscritto, dal 2013 in poi, al fianco dell’Amministrazione Comunale “Consales”, si è speso abbondantemente affinché la Regione Puglia desse il suo assenso al finanziamento del famoso raccordo ferroviario attraverso cui i binari dell’area industriale di Brindisi fossero collegati direttamente alla rete nazionale. Una sorta di “baffo” che consentirà ai brindisini di non correre il rischio che un treno contenente merci esplosive determini ciò che è successo anni fa nella stazione di Viareggio, con decine di morti.

Quei lavori sono in corso e saranno ultimati nel 2024, così come conferma proprio RFI nella sua nota. E’ evidente, pertanto, che solo in quel momento saremo al sicuro, visto che i treni non attraverseranno più il centro abitato.

Fino ad allora, è sin troppo chiaro anche ai non addetti ai lavori che la presenza di capistazione e di altro personale sul posto rappresenterebbe una garanzia in più, soprattutto durante le manovre dei treni nella stazione centrale.

Ecco perché confermo che la trasformazione di Brindisi in “stazione impresenziata” rappresenta un rischio che va evitato. A tutti i costi!”./comunicato

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