Ultimi giorni a Mesagne tra scelte politiche e … componimenti poetici! (Il viandante azzurro)

Abbiamo seguito le ultime vicende amministrative e sinceramente riteniamo che sia difficile dare un consuntivo soddisfacente.

Si vociferava di una Giunta municipale che non riusciva ad esprimere quelli che erano i progetti e da qualche parte si diceva ancor più forte che la situazione era critica anche per un altro paio di Assessori, oltre De Netto e Marchionna, che, al momento, probabilmente sono “blindati”.

Gli eventi di questi ultimi giorni hanno registrato, da una parte, le scelte repentine di due nuovi Assessori che in poche ore sono stati presentati e insediati con decreto di rito e, dall’altra parte, una intelligente e mirata composizione che si è stagliata come un fendente, dal titolo “Beviamoci un caffè” che l’autore, bontà sua, ha chiesto di non leggerla con una valenza politica.

Un tempo la nomina degli Assessori era un argomento di condivisa discussione non solo in sede politica ma in ogni contesto della città.

Se chiediamo in giro cosa sia accaduto negli ultimissimi giorni, forse in molti non sanno neanche che c’è stato un ricambio nella Giunta municipale.

Ma questo non è importante anche se per i pochi informati, nello scambio di opinioni qualcuno munito di manzoniana cultura ha esclamato: “Carneade chi era costui?”

Obiettivamente, anche se da qualche parte abbiano letto di “mastini”, noi abbiamo faticato per capire a chi è stato affidato il disbrigo di alcuni affari di carattere amministrativo, in particolare nel settore Cultura e pubblica istruzione. Quando abbiamo chiesto ci è stato risposto che “è una brava persona”. Per noi va bene anche se essere una brava persona costituisce solo il primo gradino di un buon amministratore che necessita anche di competenza.

Una cosa però dobbiamo ricordarla! In Mesagne, oltre una sede del Pd ed una sede del Movimento 5 stelle di cui non conosciamo l’attività, abbiamo una Amministrazione che ha registrato una molteplicità di convergenze politiche ma che non possiede neanche in fitto, “na rimesa” per riunirsi, per discutere.

La logica conseguenza è quella di decisioni che vengono prese in un ridotto di poche persone che poi vengono attuate come scelte “intuitu personae” del Sindaco.

Gradiremmo solo ricordare che un peculiare modus operandi degli ultimi anni, ha allontanato gli elettori dal voto. Il ballottaggio per l’ultima elezione a Sindaco nella nostra città ha registrato solo il voto del 44,68% degli elettori, ossia meno del 50% ed il referendum delle “trivelle” ha raggiunto solo il 40,59% di votanti. Non ci sembra che tale procedura agevoli il riavvicinamento al voto dei nostri concittadini.

Intanto anche noi, unitamente ai nostri lettori scegliamo di bere un caffè concordando con Manuel su molte cose, in particolare quando recita testualmente: perché per far dell'obbedienza un credo/ci manca sufficiente vocazione.

E ad ancor di più … forse delle due lucertole, di cui si parla nella lirica, una ha già lasciato la sua coda sapendo che ne rinascerà un’altra a due punta (portafortuna). Ma ci si chiede: quanto si dovrà aspettare per vedere la seconda coda lasciata per ricordo …?

Il viandante azzurro

 

 

 

Beviamoci un caffè mio dolce amico

prendiamoci del tempo per pensare

ne abbiamo viste tante io e te

ma abbiamo ancora voglia di guardare.

 

Quando partimmo per il nostro viaggio

ad aspettarci c'era la fortuna

provammo ad inseguirla con coraggio

convinti che ne valesse la pena.

 

Nessuno mai ci vide negli ingorghi

di strade trafficate e risapute

tracciammo lungo vicoli e sentieri

le rotte delle nostre traversate.

 

Fummo curiosi e poco compiacenti

e mai ci rassegnammo alla tristezza

che ridere non è mostrare i denti

ma accorgersi che esiste la bellezza.

 

Ben presto fummo preda dell'invidia

di chi ci rinfacciava la freschezza

di chi pur nato vecchio e rassegnato

pretende di insegnare giovinezza.

 

Ci siam lasciati prendere e abbruttire

e libertà mettemmo a repentaglio

e più noi si voleva ripartire

più gli altri appesantivano il bagaglio.

 

Siamo fuggiti e ancora fuggiremo

che libertà contempla diserzione

perché per far dell'obbedienza un credo

ci manca sufficiente vocazione.

 

Noi siamo due lucertole in attesa

di mani che ci afferrano in ritardo

sapremo quindi eludere la presa

lasciandogli la coda per ricordo.

 

E forse infine non avremo niente

perché non difendemmo l'avvenire

volgendo i nostri sforzi sul presente

piuttosto che attrezzarci per fuggire.

 

Beviamoci un caffè dolce compare

il nostro è un viaggio semplice e leggero

sarà altrettanto facile inciampare

succede a chi cammina e guarda il cielo.

 

(La poesia è stata postata su Facebook da Manuel Marchionna)

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