Carnevale mesagnese: la prima sfilata dei carri allegorici.

Si è temuto per un rinvio della prima sfilata. Le previsioni metereologiche non erano affidabili con la previsione di maltempo ed addirittura con il rischio di neve.

Ma già alle 14,30 si sono registrati i primi movimenti con i trattori che portavano dal capannone di Via San Pancrazio a via Brodolini i carri allegorici. E man mano che il tempo passava il movimento con macchine piene di bambini mascherati è andato aumentando fino alle 16.00 orario di partenza che ha visto scuole di ballo e gruppi mascherati tutti al completo partire sotto una leggera pioggiarellina ma con l’arcobaleno stagliato in lontananza.

Mesagne ha una lunga tradizione legata al “Carnevale mesagnese”. Il manifesto di presentazione delle sfilate segnala che quella di quest’anno è l’edizione numero 260, sulla base di documentazione storica repertata negli archivi della Chiesa Madre di Mesagne e segnalata da Nuccio Pasimeni. Ma altri documenti attestano che la città era sede anche dei Lupercali nel mese di febbraio nel XVI secolo. Al di là delle difficoltà logistiche che indubbiamente c’erano, alcuni “cartapestai” locali unitamente alle scuole di ballo e gruppi organizzati dei due anni passati sono riusciti a mettere insieme quattro carri allegorici e cinque gruppi mascherati a soggetto con un numero concreto di partecipanti.

DI conseguenza, il “Carnevale Mesagnese”, ha regalato ai cittadini la gioia e i colori delle maschere che, ogni anno ed ormai sono tre consecutivi, scorrono per le vie della Città.

Quest’anno la scelta di fondo dei carristi è stata quella di lasciare da parte il mondo politico e progettare tenendo presente solo il mondo del cartone animato, di un immaginario collettivo che ha spazio solo nella fantasia allo scopo di evitare polemiche o dover giustificare il perché si è scelto un personaggio politico e non un altro.

Così oltre al primo carro, quello relativo alla Porta Grande con una immagine di maschera mesagnese realizzato tre anni fa e, comunque, sempre rimodernato e reso attuale, gli altri carri riguardano la favola di Cenerentola, il gioco Candy Crash e per ultimo una ambientazione relativa ai personaggi ed all’atmosfera dell’Era glaciale con un gigantesco mammuth di cartapesta. Quest’ultimo gruppo che vede Denny Pasimeni, Gabriele Facecchia e Sergio Faggiano è quello da sempre il più numeroso. La scelta di un costume più complicato rispetto a quello del “clown” della prima edizione e del “carcerato” della seconda edizione è stata determinata per frenare il coinvolgimento di centinaia di maschere che negli anni passati si sono aggregati lungo tutto il percorso creando non pochi problemi.

I gruppi mascherati che facevano di contorno ai carri sono stati curati dalle sorelle Ortenzia e Ines Zito con costumi veramente belli e rifiniti, da Terry Rogoli e la sua scuola di ballo da sempre con numerosissimi partecipanti, da Mario Passante con la maschera dello Spaventapasseri che si vede nella pubblicità del Mulino Bianco, presente lo scorso anno ma arricchito come gruppo, nel vestito e soprattutto nel numero dei partecipanti.

Non è stato facile organizzare l’evento, dopo la serrata dialettica dello scorso anno che si è innescata tra i gruppi e pur tra le defezioni registrate che si spera possano rientrare il prossimo anno, Antonio Solimeo (Remo per gli amici) in qualità del Presidente è riuscito a tenere insieme un gruppo che, anche se non numeroso, è apparso esperto per realizzare il progetto. I carri costruiti sono leggeri sia per motivi di sicurezza, sia perché il percorso non permette di superare l’altezza di 4/5 metri per l’attraversamento di fili della corrente elettrica, problema reiteratamente segnalato e puntualmente non risolto dall’Amministrazione comunale. Il bis della sfilata verrà fatto Sabato e Martedì prossimo mentre Domenica ultima di Carnevale tutta l’organizzazione si trasferirà a San Pietro Vernotico, città con la quale c’è aria di gemellaggio per i carnevali futuri.

Pi.Gi.

 

 

 

 

 

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