“Tra sacro e profano è boom del Turismo esperienziale” di Anna Rita Pinto

In Italia abbiamo poche certezze e tra quelle poche, almeno a Pasqua e pasquetta,

vi è quella che saremo colti dal diluvio universale, come se il Signore volesse lavare con la pioggia tutti i peccati di cui ci siamo macchiati durante la vita. Ma a parte questo che in qualche modo risparmierà i più pigri dall’organizzare scampagnate e i più golosi dal prendere parte ad abbuffate luculliane che puntualmente verranno poi rimpiante sulla bilancia del giorno dopo, abbiamo anche delle celebrazioni singolari che, resistendo al mal tempo, rivelano un’antica e sentita tradizione in tutte le regioni del nostro Paese e che diventano un chiaro esempio di Turismo Esperienziale.

Qui ciò che conta è vivere un’esperienza rendendosi protagonista della propria vacanza, a cui si può associare lo Slow Tourism (Turismo lento), legato maggiormente alla salvaguardia dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni, più vicino quindi al Turismo Sostenibile e Responsabile, non dimenticando lo storytelling e lo storyliving, un nuovo modo di raccontare l’esperienza di viaggio.

Grande esempio di questo nuovo modo di concepire la vacanza associata alle tradizioni religiose ce lo offre la Sicilia, dove numerose sono le sagre e festività legate alla Pasqua. Annoveriamo, ad esempio, la Processione dei Misteri a Trapani, la Processione dei Misteri a Caltanissetta, la Processione ad Enna, il Ballo dei diavoli a Prizzi, la Diavolata a Palazzo Adriano ed ancora riti a Taormina, Milazzo, Erice, Modica dove si svolge una Via Crucis vivente, Mineo con le sfilate dei nudi, Militello con la processione notturna del giovedì Santo al monte Calvario e la via Crucis vivente del giorno successivo. La lista delle celebrazioni pasquali siciliane è veramente lunga e variegata, poiché ogni cittadina interpreta la ricorrenza pasquale secondo usi e tradizioni proprie. Elemento comune a tutte le celebrazioni è però la sentita partecipazione delle varie comunità e la rievocazione da parte delle stesse con sentimenti di mestizia propri del lutto per la Morte del Cristo e di gioia per la successiva Resurrezione. Dunque, tra il sacro e il profano, immergiamoci nei riti più noti della settimana santa a partire dalle isole per poi salire verso il nord del Paese.

In Sicilia: a Scicli la Domenica di Pasqua si festeggia con “U Gioia”, una processione animata e molto movimentata che coinvolge cittadini e migliaia di turisti che arrivano per l’occasione ogni anno. A suon di musica e tamburi, il simulacro del Cristo Risorto – che i cittadini chiamano “l’Uomu Vivu” – sfila per le vie del centro storico, dalla mattina fino a tarda sera. La tradizione sciclitana, con i suoi colori e i suoi suoni avvolgenti, ha ispirato pittori, poeti ed artisti di tutti i generi, fra cui troviamo anche Vinicio Capossela, che dopo aver assistito a “U Gioia” ha inciso il brano “Uomo Vivo (Inno alla gioia)”. A Caltanissetta, la tradizione prevede celebrazioni che cominciano con la domenica delle Palme e si concludono la domenica di Pasqua. Qui, il lunedì e il martedì si assiste a scene e rappresentazioni teatrali all’aperto, mentre l’evento più caratteristico, quello della “Real Maestranza”, ha luogo il mercoledì Santo, quando un corteo di quattrocento persone sfila nella città, in memoria della Maestranza, la storica guardia cittadina istituita per far fronte alle invasioni saracene. Segue una processione di carri che rappresentano le scene della passione. A Trapani invece da oltre quattrocento anni, si assiste ad una sentita tradizione pasquale che ancora oggi attira turisti e curiosi da ogni parte del mondo. Carri che rappresentano le scene della passione di Cristo attraversano tutte le vie della città. La celebrazione, nota come “processione dei misteri”, che inizia il Venerdì Santo e ha origini spagnole, dura ventiquattr’ore e si conclude, perciò, il sabato Santo.

In Sardegna: ciò che più colpisce delle celebrazioni in onore della Pasqua è che hanno tutte un forte richiamo spagnolo. Le tradizionali processioni iniziano già il martedì Santo, con la sfilata dei carri, e proseguono il mercoledì con i “baballottis”, figure bianche incappucciate che fino a sera inoltrata riempiono le strade delle cittadine circondati dal suono dei tamburi e delle matraccas. Con il funerale di Gesù, che avviene la sera, un silenzio surreale cala sulle città.

 

In Campania: anche a Procida i protagonisti del Venerdì Santo sono dei carri. Si chiamano “misteri”, e sfilano riportando episodi della vita di Gesù. L’intera processione è accompagnata dalla “chiammata”, un’armonia di trombe e tamburi che rendono ancor più suggestiva la scena.

In Calabria: in molti comuni calabresi la domenica di Pasqua è caratterizzata dall’“Affruntata”, in cui i simulacri della Vergine e di Gesù Risorto si incontrano nelle strade principali delle città e sanciscono la resurrezione di Cristo. A Bagnara Calabra, le statue sono tre: si aggiunge infatti San Giovanni, che con l’incontro con il Risorto viene affidato alla Madonna.

In Puglia: a Taranto la prima posta di una quarantina, con “perdoni” a coppie, incappucciati e scalzi, parte dall’uscita principale della chiesa del Carmine verso la città vecchia mentre altre 23 coppie di “perdoni” da un ingresso secondario della chiesa vanno alla volta delle chiese del borgo. Si tratta in questo caso delle poste cosiddette di campagna.

Lazio: a Tarquinia la tradizione pasquale più sentita avviene la domenica di Pasqua, quando una statua di legno che raffigura il Cristo attraversa le vie della città preceduta da una processione di nove croci caratterizzate da una corona di alloro, che simboleggia la resurrezione. La processione che invece si svolge il venerdì Santo a Orte è conosciuta per essere la più antica in Italia. Qui, le Confraternite cittadine seguono il feretro di Gesù in una lunga processione che si inoltra nelle stradine della città. Tradizione estremamente sentita dai cittadini di Orte, la processione del Venerdì Santo è molto caratteristica anche per gli indumenti indossati dai confratelli, che camminano scalzi, con delle catene ai piedi, vestiti con abiti bianchi e incappucciati. Lo spettacolo è davvero suggestivo, anche perché per l’occasione la città spegne tutte le sue luci, lasciando solo le torce dei fedeli ad illuminare il cammino.

Toscana: è ben noto lo scoppio del carro che si svolge a Firenze la domenica di Pasqua, al termine della Santa Messa. Il duomo di Firenze viene raggiunto da un carro trainato da due buoi. Su questo carro troneggia una torretta, che viene chiamata Brindellone. La festa raggiunge il suo culmine quando una colomba pirotecnica parte dall’altare del duomo e raggiunge rapidamente il carro, facendolo scoppiare. Se la colomba ritorna incolume dopo lo scoppio, non c’è dubbio: quello che si prospetta è un futuro di prosperità.

Lombardia: a Bormio a Pasqua sfilano i “pasquali”, delle portantine che accolgono scene a carattere religioso. I pasquali vengono trasportati lungo le strade di Bormio e sono seguiti da un lungo corteo di cittadini vestiti con i costumi tradizionali della regione, che portano con sé oggetti di artigianato e fiori variopinti.

Anna Rita Pinto

10.04.23

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy.