Riti di passaggio tra memoria e testimonianza. L’estremo saluto in Mesagne alla metà del ‘900. Recensione (di Erika Giordano)

Nella Rassegna Storica del Mezzogiorno, n. 5 – 2022, Organo della «Società Storica di Terra d’Otranto», in distribuzione in questi giorni è apparso

un interessante articolo curato da Giuseppe Giordano ed avente come titolo: “Riti di passaggio tra memoria e testimonianze. L’estremo saluto in Mesagne alla metà del ‘900”. Si tratta di una descrizione minuziosa, frutto di una ricerca durata molti anni con il coinvolgimento di vari informatori per l’ultimo rito di passaggio che riguarda l’uomo, il completamento del ciclo della vita.

L’indagine è stata svolta prendendo come arco di tempo gli ultimi attimi di vita per passare ai rituali che si effettuano prima e dopo la cerimonia funebre per finire alla descrizione dei segni del lutto. Per chi legge, oggi, tutto quanto veniva svolto non molti anni fa sembra un qualcosa di nuovo comunque sconosciuto, e può ripassare i passaggi quasi obbligati che vengono espletati oggi anche se con modalità diverse.

La cura per la vestizione, il rispetto soprattutto delle volontà del de cuius, i compiti assegnati per le cose da fare allo scopo di determinare la serenità necessaria in momenti così difficili; ecco che prende posto la celta dell’ultimo barbiere, l’organizzazione del funerale che era fatto in funzione del ceto sociale di appartenenza e la comunicazione non verbale per il paese, fatta attraverso il suono delle campane per indicare la partecipazione, in termini quantitativi del clero capitolare, la funzione religiosa e la partecipazione alle esequie nei vari ruoli di parenti, amici e conoscenti.

A leggere il contributo elaborato si intravede come l’ultimo rito di passaggio sia importante nella comunità locale e la motivazione la si può ritrovare nella necessità di proiezione del dolore. Fare tutto con zelo e dedizione era e forse lo è anche oggi, una necessità perché come si legge alla fine dell’articolo la ritualità funeraria aiutava a ritrovare il vivere quotidiano, una forma di equilibrio necessario dopo la dipartita di una persona cara.

Da quanto è dato sapere sono quasi al completo anche quel che attiene ai riti di passaggio della nascita e del matrimonio. In tal modo si potranno fissare in termini più rigorosi i parametri di vita che per secoli, anche se con differenze di comportamento hanno cementato i legami di una comunità dell’alto Salento come Mesagne.

Presso la biblioteca comunale “Granafei” di Mesagne verrà depositato l’estratto dell’articolo.

Erika Giordano

19.03.2022

Nella foto il funerale dell'avv. Leonardo De Guido (1958)

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