Progetto Edison per deposito costiero small-scale gnl, Brindisi

Brindisi, 13 settembre – Edison ha incontrato oggi a Brindisi le istituzioni, le associazioni e i sindacati a conferma dell’impegno

a mantenere un dialogo aperto e trasparente con le rappresentanze territoriali. Insieme a Confindustria Brindisi, la società ha incontrato nel corso della mattinata il sindaco Giuseppe Marchionna, le Associazioni di categoria e ordini professionali e l’Autorità di Sistema Portuale, e nel pomeriggio i rappresentanti delle sigle sindacali confederali e di categoria. Il tavolo con il Comune di Brindisi è stato propedeutico alla partecipazione di Edison alla conferenza dei capigruppo, che avverrà sulla base dell’invito di oggi del sindaco Marchionna e a valle degli approfondimenti richiesti.

Siamo oggi a Brindisi a conferma del nostro impegno a mantenere un dialogo trasparente e costruttivo, così come abbiamo sempre fatto dal 2018 ad oggi e continueremo a fare. E per confrontarci sia sui dubbi emersi sia sui benefici diretti e indiretti, derivanti dalla realizzazione del deposito per Brindisi e per il territorio”, ha dichiarato Fabrizio Mattana, Direttore Gas Asset Edison. “E’ un progetto di pubblica utilità strategico per la transizione energetica del Paese e in quanto tale è beneficiario di un finanziamento del Fondo Complementare del Pnrr, che impone di realizzare l’opera entro l’inizio del 2026. Abbiamo lavorato negli scorsi anni con responsabilità e serietà, operando con gli enti competenti per ottenere le autorizzazioni necessarie. Stiamo lavorando per aprire il cantiere nei prossimi due mesi, condizione essenziale questa, per beneficiare del finanziamento che supporta il progetto. Brindisi ha l’opportunità di diventare il primo porto nel Mezzogiorno per la distribuzione di un combustibile di transizione”.

 

Edison ricorda che l’infrastruttura risponde al bisogno di assicurare la decarbonizzazione dei trasporti marittimi e pesanti, così come indicato dalla direttiva europea sui combustibili alternativi DAFI, che si pone l’obiettivo di coprire entro il 2030 con il GNL il 50% del consumo marittimo e il 30% di quello stradale.

La società ribadisce che il progetto small scale GNL di Brindisi ha seguito tutti gli step autorizzativi previsti, che prevedono il rispetto di indicatori molto severi sulla sicurezza. Ed evidenzia che in nessuna di queste fasi sono emerse criticità o vincoli particolari da parte degli enti preposti per la realizzazione dell’opera. Ciò rende, dunque, infondato qualsiasi timore relativo all’impatto dell’infrastruttura in termini di sicurezza.

Il Gruppo rimarca ancora una volta il valore strategico dell’infrastruttura, con evidenti effetti positivi diretti e indiretti sulla città e sul porto, come mostrerà lo studio di valutazione di impatto economico e sociale elaborato da Censis e promosso da Confindustria Brindisi, che sarà presentato a breve. A cominciare dall’ambiente. Si ricorda, infatti, che il GNL, anche grazie al crescente contributo del BioGNL, è oggi l’unico combustibile alternativo disponibile su vasta scala in grado di ridurre da subito le emissioni dei trasporti pesanti e marittimi. La realizzazione del deposito concorre a rendere il porto brindisino un’infrastruttura polifunzionale per l’approvvigionamento di combustibili alternativi, intorno a cui - facendo sistema - è possibile consolidare i traffici commerciali e svilupparne di nuovi; in particolare quello di crociere e traghetti, facendolo diventare un polo di attrazione per i mezzi navali “green” e abilitando lo sviluppo dei settori turistici, oltre che industriali e commerciali.

Brindisi ha l’opportunità di diventare il primo porto nel Mezzogiorno per la distribuzione di un combustibile di transizione, con la possibilità di favorire lo sviluppo di nuove reti di stazioni di rifornimento anche per i veicoli pesanti. Considerando la fase di cantiere, l’investimento che la società è pronta a realizzare ammonta a circa 150 milioni di euro, di cui, sulla base dell’esperienza di Ravenna, una percentuale superiore al 40% potrà andare a beneficio delle aziende locali.

 

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