Politica in fibrillazione: oggi a scendere in campo sarà Diamoci una mano (di Giuseppe Florio).

Inutile dirlo: gli animi sono galvanizzati. Il deputato Toni Matarrelli non ha pace in questi giorni, impegnato com'è a contattare decine e decine di persone. Gino Vizzino sembra fare partito da solo, tanta è l'energia profusa.

Gli uomini di Mesagne Futura – tra tutti Giuseppe Colucci Carluccio, Giuseppe Semeraro, Massimo Carluccio - sono pancia a terra e battono la città per spiegare le loro ragioni.

Così i centristi Omar Ture, Maurizio Piro Gianfrancesco Castrignanò: descriverli come ottimisti è un tiepido eufemismo.

Si presenta questa mattina – appuntamento all'auditorium del castello Normanno Svevo alle 10 – la coalizione “Diamoci una mano”, un «rassemblement» di liste civiche della più diversa ispirazione, da sinistra a destra, e l'occasione sarà utile a delineare le principali linee programmatiche e, soprattutto, a lanciare il candidato sindaco Pompeo Molfetta. Tanto entusiasmo sembra difficile da motivare: aver allestito uno schieramento così variegato è, anzitutto, una scommessa giocata sul filo del rasoio. Di qua, una formula inedita, ardita (se non azzardata), che rompe gli schemi tradizionali, che può aprire varchi nuovi e fruttuosi. Di là, se l'operazione dovesse dimostrarsi fallace o politicamente inconsistente, il rischio di un pericoloso guazzabuglio e magari l'apoteosi del gattopardismo.
Molfetta è sereno e convinto, negli scorsi giorni sono stati distribuiti 10mila copie di un volantino latore di un appello dei movimenti che costituiscono la coalizione: «Cari Mesagnesi, come saprete il prossimo maggio si rinnoverà il consiglio comunale e sceglieremo il nuovo sindaco della nostra città. E’ un appuntamento importante: il verdetto delle urne sancirà chi saranno le donne e gli uomini che nei prossimi cinque anni saranno chiamati a prendere scelte determinanti per il futuro di ognuno di noi. Gli ultimi tempi non sono stati positivi: la crisi, la difficoltà dei nostri settori economici più importanti – agricoltura e commercio su tutti – e l’incapacità di fare quadrato per risolvere i problemi ci lasciano in eredità una Mesagne sofferente. Le tasse - anche quelle comunali – sono insostenibili: la crisi occupazionale – specie giovanile – è drammatica: la cultura e la crescita sociale sembrano anestetizzate. C’è necessità di un cambio di atteggiamento, prima ancora che di uomini, netto col passato. Per prima cosa abbiamo creduto necessario mettere insieme – indipendentemente dalla storia politica di ognuno – tutti coloro che intendevano far ripartire la nostra città: la situazione è grave, serve l’aiuto di tutti. Il secondo passo è maturare pochi essenziali progetti che siano concreti e fattibili e che considerino risorse e competente di un Ente Comunale. Il libro dei sogni e dei progetti belli ma impossibili non serve a nessuno. In questi mesi abbiamo coagulato un gruppo ambizioso – interamente civico – in cui si ritrovano molti volti che incontrate ogni giorno per la città. Donne e uomini mesagnesi, come noi, che vogliono “dare una mano”. Ci siamo dati un nome, appunto “Diamoci una mano” e abbiamo individuato in Pompeo Molfetta la persona giusta a coordinarlo: per capacità, per esperienza, per concretezza è il nostro candidato sindaco. Oggi vorremmo presentarvi il nostro progetto, le nostre idee, la nostra visione della città e gli uomini che si candidano a portarlo avanti. Ci vediamo al castello, “Diamoci una mano”, per Mesagne».

Giuseppe Florio

 

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