Vigili del Fuoco: fine dell’autonomia

Perdita dell'autonomia e militarizzazione del corpo dei vigili del fuoco, i cui servizi saranno coordinati, in condizione subalterna, dai prefetti.

Questo è quanto trapela della bozza di riforma che il Dipartimento sta elaborando: una riforma che stravolge il Corpo dei vigili del fuoco, trasformandone natura e funzioni.

Il progetto, predisposto proprio nei giorni in cui tutta la nazione acclamava all'impegno e alla dedizione dei vigili del fuoco, in servizio a Rigopiano, sarebbe contenuto nella bozza condivisa dal Sottosegretario agli Interni Giampietro Bocci e dal Capo Dipartimento Prefetto Bruno Frattasi.

Il testo dovrebbe tradursi in uno dei decreti legislativi della delega più generale c.d. Madia, che tra i suoi obiettivi ha appunto la modifica dell’Ordinamento del Corpo dei Vigili del Fuoco.

Di fatto, il Corpo Nazionale perderebbe del tutto la propria autonomia per essere assoggettato al potere dei prefetti.

Attualmente il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, inserito in uno dei Dipartimenti del Ministero dell’Interno, ha una guida a due teste, paritaria: il Capo del Corpo, un tecnico, oggi ing. Gioacchino Giomi e il Capo Dipartimento, un Prefetto, oggi Frattasi, figura che verrebbe superata dalla riforma.

La riforma in bozza, per altro, è stata perfezionata solo riguardo la parte prefettizia, con la collaborazione del Sottosegretario Bocci, senza alcun apporto dei vertici tecnici del Corpo dei Vigili del Fuoco, a conferma della condizione di subalternità a cui si vuole ridurre il Corpo.

La riforma su cui si sta lavorando dunque toglierebbe definitivamente l'autonomia ai vigili del fuoco, determinando la perfetta militarizzazione del Corpo.

La Fp CGIL rigetta completamente l’intero impianto del decreto che riduce le lavoratrici e i lavoratori a bassa manovalanza nelle mani dei Prefetti e che pone gli operatori del soccorso in una posizione di subalternità intollerabile.

Tutto l’Ordinamento appare un insieme confuso di norme che nulla hanno a che vedere con il fine ultimo del lavoro dei Vigili, che è, e rimane, il soccorso alle popolazioni in un sistema di protezione civile integrato e all’avanguardia e l'assistenza alla collettività su tutto il territorio nazionale in caso di emergenza o per il soccorso tecnico urgente.

Respingendo al mittente la nuova bozza, i Vigili del Fuoco chiedono di essere ascoltati dal Governo. La FP CGIL lancia inoltre un appello a tutti i parlamentari pugliesi affinché la politica si riappropri di un ruolo di mediazione ottimale tra le istanze dei lavoratori e i bisogni dei cittadini.

Affinche’ questo grido di allarme non rimanga inascoltato, in nome della sicurezza dei cittadini e della tutela dell’autonomia del Corpo.

Bari, 1 febbraio 2017

(Patrizia Tomaselli, Segretario-Sandro Anelli, Coordinatore)

 

                      

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