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Bbasciu allu Pindinu

Bbasciu allu Pindinu

La prima volta che ascoltai questo modo di dire prettamente mesagnese fu all’inizio degli anni cinquanta. Mia nonna Verardi Settimia (1897-1988) riferì testualmente che Basciu allu Pindinu vindiunu puru muluni … alla staggioni! E successivamente fu l’amico Nuccio Carella che disse a Nuccio Pasimeni testualmente: Maria Tilaidi ticìa ca era nata Bbasciu allu Pindinu!

Incuriosito da tale espressione che, nel corso di alcuni decenni si era ripetuta, ho cercato di capire dove effettivamente fosse questa località mesagnese.

Intanto nel verificare il nome Maria Telaidi, si è scoperto, ma questo non è stato difficile, che la sig.ra era Maria Adelaide Cavaliere abitante in Piazza Orsini del Balzo, figlia dell'indimenticabile medico Ton Pascali (per gli amici e familiari Pascalinu) E proprio in quella Piazza arriva Vico dei Cantelmo, chiamato così perché un tempo era effettivamente un vicolo aperto da qualche anno e collegata con Via dei Quercia da una specie di piccolo ponte; pochi anni fa è stata abbattuta la casa dove abitava Romano Pignataro quando era sacrestano della Chiesa Madre e la sua famiglia e prima ancora quella casa era stata residenza di ‘Ntognu Pia (Antonio Grande), altro indimenticabile sacrestano sempre della Chiesa Madre. Con la demolizione di questa precitata casa si è potuto realizzare il collegamento tra Via dei Quercia e Piazza Orsini del Balzo.

Il 24 giugno del 1890 la Giunta Comunale di Mesagne deliberò di cambiare i nomi delle vie, piazze, ecc. per renderli più consoni ai tempi mutati e Vico del Pendino fu chiamato Vico dei Cantelmo. Per logica l’espressione Basciu allu Pindinu dovrebbe indicare quella che un tempo era chiamato Largo S.Anna Nuova appunto Piazza Orsini del Balzo.

Nell’articolo di Mimmo Stella «il Casato dei De Angelis» viene riportato che gli stessi De Angelis commissionarono al Capodieci la costruzione della Piazza del Principe acquistando e demolendo una miriade di vecchie abitazioni dell’antico vicinato detto “il Pendino” che insisteva sull’area dell’attuale Piazza Orsini del Balzo.

Quanto poi al Pendino oltre a significare “pendio” non si hanno notizie precise. L’unico riferimento per il toponimo il Pendino lo troviamo a Napoli dove c’è il quartiere Pendino che è nelle vicinanze del IV Decumano e comprende anche il Duomo e la Chiesa sconsacrata San Severo al Pendino.

Che i mesagnesi di un tempo si siano ispirati al Pendino di Napoli?

Piazza Orsini del Balzo è una tra le più antiche di Mesagne ed un tempo era luogo di gioco dei bambini, un luogo sicuro per giocare a palla perché passavano pochi traini; l’unico inconveniente era la dislocazione della Caserma dei Carabinieri nei locali che si trovano tra il Castello e la Chiesa di S.Anna ed i Carabinieri erano un autentico spauracchio dei bambini di un tempo.

Un particolare ricordo: correva l’anno 1952 ed i ragazzi nelle calde serate estive mettevano una zucca secca con occhi, bocca, naso incisi su una delle mezze colonne che erano (e lo sono ancora) sul davanti la Chiesa di S.Anna. All’interno della zucca veniva riposta una candela accesa e ricoperta con un coperchio appositamente ritagliato e seccato sempre di zucca.

Si metteva lì in bella mostra per spaventare i passanti! L’Halloween di un tempo!

Chissà se questa reminiscenza “Bbasciu a lu Pindinu” non solleciti qualcuno nell’organizzare una prossima festa o sagra a dire che il tutto si svolgerà Bbasciu allu Pindinu o magari alla Pro-loco che ha la sua sede in quella piazza non prenda l’iniziativa di far scrivere all’Amministrazione Comunale sotto il marmo piazza S. Anna Nuova testualmente: (già Bbasciu a lu Pindinu)!

 

g.g.


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