Anche a Mesagne sono noti i «giorni della merla» ed in molti non riescono a dare spiegazioni e ad identificare le date.
Ho sentito parlare «ti li sciurnati ti la merula» intorno al 1954 e l’occasione fu data dalla neve che era caduta il 3/4 febbraio. Menu mali ca la merula si n’è sciuta!, esclamò mia nonna ed alla mia richiesta di capire che cosa fosse questa merula mi disse che c’erano sciurnati chiamati proprio ti la merula che erano i più freddi di tutto l’inverno. Non mi seppe dire quali erano sti sciurnati ma di certo dovevano essere prima del due febbraio perché ti la Candilora [che si festeggia appunto il 2 febbraio] la virnata è fora e ogni acieddu cova!
Ricercando nelle tradizioni popolari constatai che i giorni della merla erano e sono conosciuti un po’ dovunque in tutta Italia e cadono nei giorni del 29-30-31 gennaio di ogni anno. Ci sono molte leggende sull’argomento ma la più accreditata è quella che racconta di una merla che per ripararsi dal gran freddo, si rifugiò con i suoi merlottini in un camino e ne uscirono il primo di febbraio tutti neri. E da quel momento i merli che prima erano tutti bianchi, diventarono tutti neri. Perché avvenne tutto questo? La leggenda tramanda che gennaio, un tempo, avesse 28 giorni ed era il mese più freddo dell’anno. Quando passò il 28esimo giorno il merlo, tutto contento, urlò al cielo: “O signore non ho più paura e non ho bisogno di aver cura di te perché sono uscito dall’inverno”. Gennaio considerò tale dichiarazione una bestemmia e si fece prestare tre giorni da febbraio rendendoli gelidi”.
E come conseguenza di questa temperatura gelida la merla si rifugiò nel comignolo.
Fin quì la leggenda con i «giorni della merla» recepiti in Mesagne da altri luoghi e che pochi conoscono come data.
La leggenda ci dà l’occasione per parlare del calendario, legato ai giorni della merla. E vediamo cosa si dice di «Febbraio, insieme a Gennaio»; essi furono aggiunti al calendario poiché i Romani consideravano l’inverno senza mesi. Numa Pompilio li inserì entrambi nel calendario per poter adattare lo stesso all’anno solare. Si dice che febbraio avesse 29 giorni, ( il bisestile 30). Augusto rimosse in seguito un giorno di febbraio per aggiungerlo al mese in suo onore, (agosto) che prima dell’inserimento di gennaio e febbraio era il sesto mese dell’anno e per questo chiamato Sestilio. Quanto detto, comunque non è provato da nessuna fonte o documento e molti storici sono sulla posizione di febbraio da sempre di 28 giorni e 29 quando l’anno è bisestile. Ed addirittura nella nostra leggenda si parla di un febbraio di 31 giorni!
Un ultimo particolare a proposito delle temperature registrate in questi giorni detti della «merla».
Da una statistica tratta dalla banca dati ultra trentennale del Centro Geofisico Prealpino (periodo 1967-1999) risultano queste interessanti considerazioni:
Temperatura media dei tre giorni (29-30-31 gennaio) = 3.6 °C
Media delle t. massime dei tre giorni = 7.2 °C
Media delle t. minime dei tre giorni = 0.1 °C
Se si pensa che la temperatura media di gennaio (calcolata sullo stesso periodo di osservazioni) è 2.8°C la media di questi tre ultimi giorni risulta di quasi un grado maggiore (0.8°C) più alta.
Infatti statisticamente dopo il 10 di gennaio la temperatura tende ad aumentare. Forse la leggenda della Merla nacque in un'epoca in cui gennaio era molto più freddo di oggi, forse, non disponendo di strumenti e di statistiche la gente, sofferente già per due mesi di freddo, aveva la sensazione che il "cuore" dell'inverno fosse il periodo più freddo. Sta di fatto che, numeri alla mano, oggi non è più così.
Per gli appassionati di curiosità statistiche ecco altri "record":
Media più elevata (Merla più calda) nel 1982, con 9.3°C
(+5.5°C rispetto alla media)
Media più bassa (Merla più fredda) nel 1987, con -0.9°C
(-2.9°C) nel "famoso" gennaio 1985 delle nevicate abbondanti la "Merla" fu di 3.2°C, quasi nella media.
La temperatura più alta dei tre giorni si è registrata il 31.1.1982 con 19°C
La più bassa il 31.1.1987 con -8°C
Nel 1999 registrammo una "Merla" meno fredda (t. media =1.7°C) di quella registrata nel 1998 (t media ==.2°C), pur restando tra le più fredde degli ultimi 33 anni.
(Fonte Centro geofisico prealpino)
Dopo tutto quanto innanzi, cosa dire? Possiamo chiamare gli ultimi giorni di gennaio (28-29-30) ancora «giorni della merla». Non ci cambia la vita e forse non c’è più bisogno di ricordare la bestemmia della merla contro Gennaio e la reazione di Gennaio che pur di dimostrare il suo potere andò a chiedere a Febbraio tre giorni in prestito!
Una codificazione come: la settimana santa, la notte santa potrebbe interessare anche i «giorni della merla»!







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