Prima delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo u.s. abbiamo messo on-line un articolo relativo al Grande Centro in Mesagne ed abbiamo ricevuto alcune telefonate relative alla questione di «Oreste lu zurdu» per avere qualche informazione ed in particolare perché avevamo scritto «lu zurdu» e non «lu surdu».
Possiamo dire che già nell’Aprile del 2002 ci siamo interessati della questione che pubblicammo sul periodic o «Prisma» e non abbiamo alcuna difficoltà a riportare la prima parte di quell’editoriale.
Con Nuccio Pasimeni ho condiviso per molti anni la ricerca, lo studio delle tradizioni popolari mesagnesi ed insieme abbiamo raccolto le fonti orali della nostra città: proverbi, indovinelli, favole, soprannomi. Di questi ultimi ci siamo interessati non solamente per la raccolta ma anche per capirne l’origine e la valenza.
Un giorno, Nuccio venne nel mio studio e mi chiese se nel nostro archivio avessimo il soprannome «lu surdu». Annuii e dissi che avevamo censito anche la famiglia e la persona a cui il soprannome era accomunato. «Oresti lu surdu». Poi continuò: «sai da dove proviene questo soprannome, almeno come ipotesi?» La mia fu la risposta più banale possibile: «Penso che si riferisca ad un aspetto fisico. Probabilmente lu surdu come soprannome è stato affibbiato a qualcuno della famiglia dei Guarini che non sentiva, visto che Oreste non aveva questo problema.
«No, non è così la questione – mi rispose Nuccio – ho fatto una ricerca nella famiglia ti li surdi ed ho scoperto che sentivano tutti bene. Però ho constatato anche che qualcuno era mancino!» Poi continuando: Senti non ti sei interessato della Spagna nei nostri territori durante il Medio Evo?». «Sì –dissi alquanto incuriosito- circa 40 anni fa. La mia tesi di laurea riguardava la Spagna in Brindisi dal 1509 al 1744;, però - continuai - non riesco comunque a capire il nesso tra li surdi e la Spagna». «Prendi il vocabolario spagnolo –mi disse sorridendo – e trova la parola «zurdu» con la zeta che in spagnolo è dolce e quindi si legge surdu. Consultai il dizionario ed alla parola «zurdu» lessi testualmente: mancino, che usa la sinistra». Non nascosi il mio stupore e, quindi, non mi rimase che accettare l’ipotesi che effettivamente il soprannome «lu surdu» era più legato al fatto di «usare la sinistra» che non al «non sentire»
Pino Giordano








Scuola Secondaria Superiore
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