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Solitudine e Natale

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Solitudine. Immagine www.photobucke.com
Il mondo sul terreno
Atlantic Puffin immagine www.inmagine.com

Si nasce soli… e poi dopo alcuni attimi di smarrimento  per abituarsi a un nuovo tipo colore, a  una nuova luce   e con qualche pianto e qualche urlo  il piccolo  cerca il seno della madre. Cerca l’altro. Attraverso la materia,  attraverso  il cibo entra  l'altro.

Questo momento di solitudine è estremamente importante. E’ il primo contatto che il bambino ha con il mondo, è  la prima pausa di libertà dopo nove mesi di attesa e di protezione, bella più che mai, ma sempre nel blu della notte. La solitudine coincide con la luce, con un’altra luce,  con la nascita, con il natale quotidiano di ognuno di noi.

Come possiamo dimenticarlo? E’ impossibile. La solitudine  è il primo spiraglio di libertà, appartiene alla libertà. Un  valore che va oltre l’amore.   La capacità di stare  bene con se stesso,  senza  andare in ansia, senza entrare nella noia, senza provare apprensione e angoscia è la base di un vero benessere,  di un equilibrio mentale superiore, è il fondamento  per stare bene con gli altri.

E poi.....  il passaggio al nuovo mondo avviene da soli. L’uomo è debole, fragile, vulnerabile e quindi è aiutato in questo percorso ma tu esci dalla caverna da solo, tu assapori l’uscita dal tunnel da solo, tu ti affacci da solo alla nuova vita. Non dimenticarlo.

La solitudine  è la forza dell’amicizia, la vitalità dell’amore, la ricchezza della gioia  e solo da solo può raggiungere le valli e le vette, solo da solo come un’aquila puoi volare nel cielo infinito.Si dice che l'unione fa la forza ma è solo il coraggio che ti fa espriimere in pieno , ache tii fa vivere realmente  le tue potenzialità

Quando vivrai nella solitudine  in  piena consapevolezza,   la moltitudine sarà la tua compagnia, l’infinito il tuo pane quotidiano, l’immensità il tuo orizzonte e l’altro il tuo compagno di viaggio.

Se non sei solo   e non hai imparato a stare da solo sarai per sempre condannato alla ricerca dell’altro,  sarai un solitario  che dipende e come un cercatore d’oro sarai  sempre affamato di qualcosa  o di qualcuno da trovare che rende la tua vita , a tuo parere , degna di essere vissuta.

 

A volte la compagnia  è desiderata come pensiero magico e onnipotente per risolvere i nostri problemi, le nostre fughe, i nostri interessi e per riempire la nostra vita d’amore.

Mi ricordo  quel sonetto di Dante in cui l’amicizia è messa al primo posto e poi ci sono donne a parlare d’amore.

e tu e Lapo ed i


Guido  vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch'ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
8di stare insieme crescesse 'l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch'è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d'amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i' credo che saremmo noi.

E’ bello ciò che dice il poeta. Ma  è un mondo magico, un mondo di fantasia: L’amicizia e poi ragionar sempre d’amore.

Queste due momenti  ( l'amore e l'amicizia) sono comunque raggiungibili solo attraverso la la solitudine. Perchè la solitudine rende " beata" la tua vita, rende vero il tuo cammino, dà fiducia al tua crescita, dà amore verso te stesso senza farti diventare un narciso. E tu puoi riscaldare l'altro solo se hai luce dentro, solo se il calore rende viva e accettabile la tua esistenza.

Purtroppo è solo la solitudine  che ti consente di fare i voli pindarici,  di volare in alto , di librarti nell’aria e di avere il tocco di una farfalla, la carezza del vento, il profumo di una rosa, di cogliere il sorriso di una donna, di vivere l’innamoramento  nella sua totalità, di entrare dentro di te profondamente.


Ricordo ancora l’altro nostro poeta il Petrarca per rammentarti che la solitudine non deve essere nemmeno una fuga.

Solo e pensoso i più deserti campi

… vo misurando a passi tardi e lenti;

… e gli occhi porto, per fuggir, intenti

… dove vestigio uman l'arena stampi.

La solitudine non deve portarti ad essere un filosofo o un poeta o un vecchio saggio. Essa non è una fuga per farti riflettere e per meditare sugli eventi della vita, non è una malattia che ti deve contagiare, non è un virus maligno, non è il desiderio che ti deve santificare, non è il monastero oppure la baita in montagna per santificarti dalla sporcizia del mondo, o dal contagio dei sensi. . Sta sereno e se vuoi puoi andare su internet e chattare, oppure in face book o in un altro network sociale e virtualmente chiacchierare con chiunque oppure puoi stare in attesa spasmodica di qualche e- mail che non arriva per interrompere la tua inquietudine. Non è questa la solitudine e la sua terapia. La solitudine non ha bisogno di una terapia. La solitudine è il sole che viaggia nello spazio e il rimedio specifico per la tua depressione. Ricordo poi alcuni versi di Leopardi nel “passero solitario”.

 

Tu, solingo augellin, venuto a sera

Del viver che daranno a te le stelle,

Certo del tuo costume

Non ti dorrai; che di natura è frutto

Ogni vostra vaghezza.........

Certo ognuno vive la sua vita, ma non possiamo prendercela con la solitudine. Non dico di penetrare in tutto il suo ritmo ma essa deve avere un posto nel nostro cuore. L'istinto sociale è importante ma si esprime compiutamente nella solitudine. La solitudine è il fuoco della nostra quiete interiore perché ci mette in contatto con i sentimenti più profondi della nostra anima. Essa serve a comunicare, è il linguaggio non verbale del nostro corpo e della nostra mente. Dopo l’uscita con il branco, dopo un bicchiere di global, dopo un assaggio di un concerto o di una manifestazione dai centomila in piazza e più, ritorna a te stesso, ritorna al porto in cui è iniziato il tuo viaggio, l’unico che ti consente di stare bene con tutti, di parlare d’amore e di esprime gioia.

Il Natale ( festa non solo religiosa ma individuale) deve solo ricordarti questo: sei nato nella solitudine devi rinascere oggi senza aspettare domani, devi rinascere tutti il giorni seguendo il ritmo incessante della vita come l’alba e il tramonto, contento di dare la luce e di diffondere i tuoi doni ma anche contento di entrare nella notte non prigioniero di fantasmi e di immagini fantastiche ma pulito nella serenità di un riposo che ti aspetta come un amico. Non confondere le idee: essere solitario è un conto ( in questo caso hai perso la capacità di comunicare); essere solo è un’altra cosa. Essere solo vuol dire che tu comunichi con tutti: quando c’è un amico entri nel suo cuore, quando c’è un amore penetri nella sua anima, quando c’è una foglia , segui il suo cammino, quando vedi una vetta parli con il silenzio e quando guardi lassù ti accorgi che sulla terra sei di passaggio e che il tuo nome è scritto nel cielo e l'universo e la tua casa.

In questo modo non puoi non rispettare tutto ciò che calpesti lungo il tuo percorso.

 

Nella solitudine ti avvicini a Dio e ami la vita più che mai. La solitudine è l’unica strada che ti lega agli altri, che ti può dare una gioia non effimera, un piacere solidale , una contentezza senza confini. Se sei
triste e malinconico non è perché sei solo, perché chi è solo vive con tutti, perché il bene che ha in sé lo riversa agli altri. La solitudine ti permette di ritornare a te stesso, di completare il tuo patrimonio genetico
con l’ambiente, di unire il finito all’infinito senza perdere il corpo, senza perdere l’anima, di sentire la gioia interiore.

Nella solitudine c’è il segreto della tua rinascita, il coraggio della tua trasformazione.

Non perderla.

 

Angelo Vigliotti

Scelta della Scuola Secondaria Superiore

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Fonte: Provincia di Brindisi

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