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Gentilissima ... Lavinia, questa volta ... per un altro sprazzo di vita!

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Gentilissima......

Esistono quattro categorie di persone che girano per gli studi a chiedere preventivi, o, almeno, tante ne ho catalogate io. La prima specie, che Iddio la benedica, composta però (ahimè) da uno sparuto dieci per cento, è formata da coloro che, appena conosciuto il costo dell'atto, lasciano la documentazione conferendomi subito l'incarico. C'è poi un secondo dieci per cento, e anche su questi ricada la benedizione del cielo (... ma in quantità meno copiosa) che, preso atto dell'importo, saluta per poi tornare dopo qualche settimana e fissare l'appuntamento per la stipula. Sono coloro che, quando si sono seduti alla mia scrivania, non avevano ancora completato il giro delle sette chiese e quindi non conoscevano ancora l'onorario percepito dagli altri colleghi. Il fatto che siano tornati è indice, al tempo stesso, di una vittoria (ho vinto l'appalto!) e di una sconfitta (sono stata il notaio più a ... buon mercato).

Il grosso dei viandanti, un enorme settanta per cento, è rappresentato da coloro che hanno già un preventivo raso terra in tasca, ma ancora ci provano ( ... "non si può mai sapere: hai visto mai che questo notaio voglia emulare S. Francesco ed aiutare i poveretti che acquistano una casa, una villa, un'azienda???)

Con costoro l'incontro è rapidissimo; ascoltano infatti con malcelato fastidio tutte le spiegazioni su come viene tassato l'atto, quanto va alle Entrate, quanto al notaio...ecc.. ecc.. Loro hanno già sbirciato il totale, concludendo che S. Francesco non abita qui, per cui non vedono l'ora di togliere il disturbo.

E veniamo all'ultima categoria, il residuo dieci per cento, quella che più mi colpisce, quella più tormentata. Essa è composta da un gruppo di persone sensibili ed educate, le quali non stipuleranno mai da me, ma proprio per questo hanno la morte nel cuore ed un grosso senso di colpa nella mente. Spiego meglio: nel mio studio i preventivi li faccio tutti e solo io e li stendo, con pazienza certosina, spiegando al potenziale cliente una per una tutte le voci che concorrono a formarlo. E' evidente che a questo gruppo di gentiluomini (e gentildonne), già forniti di preventivo più basso di quel che risulta essere il mio, il meccanismo non è stato spiegato con uguale precisione, disponibilità e chiarezza.

Da qui la loro meraviglia, cui segue subito, a cascata, una serie di altri sentimenti di diverso tipo: leggera rabbia perché nell'altro (o negli altri) studi non è stato detto loro nulla di più che non fosse il costo totale dell'atto (e magari anche da un impiegato); gratitudine per la poveretta che si affanna a far loro comprendere tutte le varie voci; senso di colpa perché dalla suddetta poveretta essi sanno bene che non stipuleranno mai.

E' così, turbati e a disagio, pensano di colmare il piccolo baratro che si è creato tra il mio preventivo e la loro scelta con quel terribile, avvolgente e nefasto complimento: "GENTILISSIMA, lei è davvero gentilissima, grazie!"

Ecco, appena sento questo terribile parola ho la certezza che quell'atto non si farà mai da me. Che poi, devo dire, c'è una povertà di linguaggio nel mondo che fa paura.

Ci fosse uno, infatti, che utilizzasse un aggettivo diverso; niente! Nessuno che dica ad esempio "molto cortese" o "davvero professionale" o addirittura "chiara e puntuale".

No, sempre e solo "gentilissima", più o meno come l'incipit dei messaggi dell'ing. Iacono (.. "Egregi notai"... siamo sempre e solo "Egregi").

L'altro giorno un distinto signore, appartenente appunto a questa ultima categoria di "preventivanti", alzandosi per andarsene, ha continuato a proferire la temuta parola fino alla porta, dove è arrivato inchinandosi e camminando all'indietro, e finendo così per sbattere la testa contro lo spigolo. Il botto è stato forte, ciò nonostante lui non ha fatto neanche una piega; ha continuato a ringraziare e a lodare la mia gentilezza.

Che tenerezza no? In fondo devo ammettere che, se non ci fosse alla base una vile questione di denaro, tutti costoro stipulerebbero da me.

Non è colpa loro se io non sono abbastanza economica, ma solamente .... gentilissima.

Lavinia Vacca

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