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L'alienazione mentale delle moltitudini di Elio Galiano ... una riflessione di Kalumet.

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Freud

L'articolo di Elio Galiano è interessante, trattato con un forte entroterra culturale frammisto ad una peculiare sensibilità.

Ritengo, comunque, che alcune cose vanno dette. L'uomo in genere, nelle sue necessità attiva i sistemi di difesa, così come diceva Freud, che si rivelano le “forche caudine” del comportamentismo umano. Non sono un esperto in psicologia ma le mie reminiscenze mi portano alla mente che il primo sistema di difesa è “la razionalità”, il secondo, sempre secondo Freud dovrebbe essere “la proiezione”.

L'uomo si proietta nel "capo" non importa chi sia, ma si proietta e si sente "capo" anche se, il più delle volte, non è proprio un "capo" ma un "capopopolo", diciamo il Masaniello se non Ciceruacchio!

Per questo, molte volte l’uomo si “proietta” in Gengis Khan, Stalin, Hitler, Mussolini quando la proiezione è in ambito nazionale, magari in Elio Bardaro quando l'ambito di riferimento è quello locale. Si sceglie un “capo”, lo si segue e si diventa paradossalmente “capo”!

Una delle motivazioni della crisi che dura a Mesagne da qualche decennio è che la classe politica locale, per quanti sforzi abbia fatto, non ha trovato ancora un nuovo capopopolo come ai tempi di Santo Semeraro, Antonio Rosario De Francesco, Elio Bardaro ed amministratori come Franco, Faggiano, Sconosciuto, Incalza non verranno ricordati (buon per loro!) come tali. L’Amministrazione non si valuta per le cose buone (se vogliamo anche cattive) ma per le persone, ripeto, in particolare, per i “capopoli”!

Le stesse motivazioni, in questi anni, le ritroviamo nella politica nazionale, e siamo costretti a subire il caso Berlusconi che infilatosi gradatamente in partiti che avevano valori, se ne è impossessato cercando di trarne benefici con un lavoro certosino attraverso strumenti di comunicazione interpretando prima ed imponendo, a seguire, i suoi target, i suoi interessi personali.

Al momento bisogna registrare una destra che assoggettata ad una persona ha dimenticato i propri valori che riportavano alla patria, alla famiglia, al lavoro magari in termini nazionalistici, condivisibili o meno, ma comunque valori. Ed al momento la presa di posizione di Gianfranco Fini deve essere letta come il tentativo di riportare, nel giusto alveo questi valori.

Potremmo parlare in lungo ed in largo su questa questione ma la questione non cambia e magari si troveranno altri elementi per giustificare l’atteggiamento del comune mortale nel rapporto con il “capo”.

Gradirei menzionare un esempio locale: un nostro concittadino che ha seguito sempre la politica, comunque non molto acculturato, ogni mattina io dico che “prende servizio”; verso le sette e mezzo, va a comprare “il Giornale”, quasi sempre alla stessa edicola, lo legge tutto (pure la pubblicità!) e poi fino a mezzogiorno lo ostenta in mano nei luoghi che maggiormente frequenta ... il bar, il barbiere, il suo supermercato “dok” e via di seguito. Ogni giorno!

Posso assicurare che si sente ogni mattina ... Berlusconi e questa situazione lo gratifica. Oserei dire che, questo modus vivendi, gli risolve tutti i problemi esistenziali, familiari della giornata!

A lui non importerà mai, con la pensioncina che percepisce con le poche esigenze che ha quali siano i problemi reali della nazione, del lavoratore, della gente meno abbiente, una questione del tipo ... Fiom!

E se interpellato prima di ricevere una ipotetica domanda dirà che non appartiene alla stirpe che conosce il “ ... latinorum” alla stessa stregua dell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria. E continuerà a dire che Il “capo” è sempre il “capo” e che Berlusconi è unico, impareggiabile, perseguitato dalla giustizia ecc. ecc.. Nel suo delirio, purtroppo, si sente Berlusconi e nella cabina voterà sempre per Berlusconi perché è come se votasse per se stesso.

Poi ... Noemi? Rubj? la D’addario? ... beh! … così fan tutti!

E se per caso il “capo” dovesse scomparire se ne sceglie un altro.

Per questo ai grossi clamori, alle grosse piazze di seguaci, naturalmente segue sempre una fragorosa sconfitta.

A fare “piazza pulita” di Berlusconi non ci sarà bisogno dei comunisti in Cashemir, sarà la storia a fare la sua parte, ma dietro l’angolo c’è solo incertezza perché non c’è un altro Berlusconi, al momento, ipotizzabile!

La fortuna degli uomini è sempre sulle ginocchia degli Dei … purtroppo!

 

Kalumet

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Fonte: Provincia di Brindisi

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