Un mio vecchio insegnante di diritto privato per spiegare la "comunione de residuo" (istituto giuridico particolare che ha per oggetto un paradossale tipo di comproprietà di beni che nasce tra i coniugi quando il matrimonio si scioglie) faceva l'esempio di un poco accorto imprenditore che aveva sposato, in regime di comunione di beni, una soubrettina di scarso talento artistico, ma espertissima in diritto, la quale, poco tempo dopo il matrimonio, aveva chiesto la separazione, sottraendo così al marito buona parte dei suoi beni. Bello fu che qualche tempo dopo la sua originalissima spiegazione, qualcosa del genere successe davvero: l'attrice Eleonora Giorgi (non una soubrettina quindi, ma certo non una giurista) si separò da Angelo Rizzoli, con cui era in comunione legale, riuscendo ad accaparrarsi una bella fetta delle sue sostanze. Bisogna ammettere che le donne dello spettacolo e comunque tutte quelle che per motivi vari (matrimoni, convivenze ecc...) salgono alla ribalta della cronaca (rosa e non) vantano una preparazione giuridica eccellente. Per due volte in pochi mesi, ho letto, infatti, su un quotidiano notizia del diritto all'oblio invocato prima dall'ex signora Berlusconi e poi dalla compagna del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Le due signore vogliono dunque essere dimenticate? Neanche per idea; entrambe chiedono che ci si "dimentichi" solo di particolari momenti della loro vita passata o di particolari atteggiamenti. Nello specifico: la prima, Veronica Lario, chiede che l'oblio ricopra tutte le sue foto di quando, attrice di teatro, si esibiva a seno nudo sul palcoscenico. La seconda, Elisabetta Tulliani, desidera invece che non si faccia mai più riferimento ad una sua precedente relazione con un tal Gaucci, già presidente di una squadra di calcio, fuggito all'estero per non so bene quale vicenda, piantando in asso più di un creditore e rientrato poi in Italia gaudente e rubicondo più di prima. Mi sa però che, a differenza della loro precorritrice Eleonora Giorgi, la preparazione giuridica delle due signore sia un po' frettolosa. Il diritto all'oblio, derivante dal "droit 'a l'oubli" della dottrina francese è riconosciuto nei casi in cui una persona vuole "farsi dimenticare", non per "far sì che determinati fatti della vita siano dimenticati".
Diciamo anche che è un diritto che viene riconosciuto per questioni un po' più importanti dell'esibizione di un seno o di una relazione di cui poi ci si vergogna. Se non vado errato in Italia esso fu applicato per la prima volta nel 1996, in occasione della preannunciata messa in onda di una serie televisiva che ricostruiva processi famosi. Tra essi era previsto anche il caso Braibanti. Aldo Braibanti, ex partigiano, intellettuale di sinistra, negli anni Sessanta fu accusato d'aver plagiato un ragazzo molto giovane con cui aveva una relazione, fino a costringere lo stesso a fuggire da casa e soprattutto dalla famiglia che non ne accettava l'omosessualità. Nonostante la solidarietà di molti intellettuali (Pasolini, Morante, Moravia, Eco....) Braibanti fu condannato e rimase in carcere due anni. Scontata la condanna di lui non si seppe più nulla.
Appare giustificatissima quindi la sua reazione nello scoprire i progetti televisivi che l'avrebbero nuovamente portato ai clamori della cronaca e per lo stesso, sventurato episodio che l'aveva condotto in carcere. Fu così che si rivolse al Giudice per chiedere che gli venisse consentito il diritto ad "essere dimenticato". Il Tribunale di Roma, nel novembre del 1996, accolse la richiesta, bloccando la messa in onda della trasmissione. Due anni più tardi anche la Cassazione individuava nel diritto all'oblio "il giusto interesse di ogni persona a non restare indeterminatamente esposta a danni ulteriori che arreca al suo onore e alla sua reputazione la reiterata pubblicazione di una notizia in passato legittimamente divulgata". Pur tuttavia la suprema corte riconobbe che se un fatto, già narrato in precedenza, torna d'interesse pubblico per eventi sopravvenuti, la sua riproposizione non può essere impedita stante il diritto di tutti all'informazione. Vedete bene l'enorme differenza che corre fra le tre situazioni. Il povero Aldo Braibanti voleva evitare di essere nuovamente flagellato dall'opinione pubblica per un episodio della sua vita che l'aveva segnato per sempre e per cui, comunque, aveva pagato abbastanza.
Veronica Lario, invece, che spesso ha attaccato le varie veline e starlette che attorniano il marito, vuole far dimenticare che anche lei, splendida com'era, si è fatta conoscere per la sua bellezza, mostrata fino in fondo.
Elsabetta Tulliani, infine, vuole che l'oblio ricopra i suoi pochi lusinghieri trascorsi sentimentali. Certo che qualche dimenticanza farebbe comodo a tutti. Chi di noi non ha alle spalle un episodio poco edificante che vorrebbe cancellare?. La militanza in un gruppo che si è rivelato fallimentare ad esempio, o un legame sentimentale che nulla aveva a che fare con l'amore? o ancora un compromesso poco onorevole, accettato per favorire la carriera? Tutte cose di cui non ci piace parlare, che si vorrebbero dimenticare e che soprattutto si vorrebbe dimenticassero gli altri. Ma questo non è possibile ed è anche giusto che sia così. Ognuno di noi è il frutto del suo vissuto e delle sue esperienze, anche di quelle di cui non si va fieri e che si preferirebbe non aver avuto. Forse se Veronica Lario non si fosse spogliata, non avrebbe mai conosciuto Berlusconi ed avrebbe condotto una vita totalmente diversa. Avrebbe preferito così? E forse se Elisabetta Tulliani non avesse frequentato Gaucci non avrebbe avuto l'occasione di incontrare Fini. Anche per lei la stessa domanda: avrebbe preferito così? Non so cosa decideranno i giudici chiamati a decidere sulle richieste delle due signore. Io spero che vengano rigettate.
L'oblio è una cosa seria, lo si concede per motivi importanti. Per le vicende rosa delle signore del gossip non è necessario ricorrere ai tribunali; si dimenticano appena finito di leggere il giornale.
Per fortuna.
Lavinia Vacca
[Ndr.] Fa sempre spiacere leggere Lavinia. Sono considerazioni e sprazzi di vita originali!
Grazie Lavinia!









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