L’Io Voglio denota la volontà di realizzare un progetto politico o un disegno di altra natura. In questa fase la volontà il più delle volte è sorretta dall’ambizione, pulsione valida se scaturisce dalla passione politica e non da secondi fini, quali quelli del malaffare o dello smodato desiderio di arricchirsi.
Io Debbo denota la fase in cui il politico, ormai acquistato il potere, si fa guidare nelle sue azioni dai principi che sono stati l’architrave del suo progetto politico. E qui la storia offre esempi illuminanti di grandi legislatori (Licurgo, Solone, Mosè , per citarne solo alcuni) e di grandi statisti. Basta citare Cavour che mise la sua intelligenza al sevizio di un progetto politico o di un Giolitti o di un De Gasperi, che fece ritrovare la dignità nazionale perduta a causa del fascismo e non fece ricca la sua famiglia. Ma accanto a questi giganti è doveroso annoverare tutti gli amministratoti regionali o comunali che senza clamore e senza salire alla ribalta della notorietà fanno il loro dovere per il bene della comunità
Io Posso. Una volta acquistato il potere può accadere che il politico sia preso dalla patologia della volontà di potenza. In questo caso non viene più guidato dai principi ispiratori del progetto politico. Gli affaristi, che hanno dapprima tentato di coinvolgerlo nei loro loschi affari o nei loro disegni ben lontani della legalità, fiutano l’indebolimento etico del politico e lo abbordano con esche allettanti. Da qui nascono i maneggi, i compromessi illegali, l’abbandono della frugalità, il bisogno sfrenato di sintonizzarsi con le tendenze della società consumistica ( auto di lusso, ville a mare o in montagna, vestiti confezionati da sarti di grido, lussuose imbarcazioni marine, prostitute di primo ordine, lauti pranzi in ristoranti rinomati).
La massa di questuanti, il codazzo dei clienti, il servilismo di acquiescenti funzionari pubblici che gli spianano la strada per i suoi illeciti, la mancanza di coraggio degli organi del proprio partito per richiamarlo al suo dovere sono gli alimentatori dall’Io Posso alla deriva.. Ormai L’Io Posso naviga scisso dall’Io Debbo.
L' Io Posso in questo caso non tradisce solo i principi del progetto politico, ma delude tutti i sostenitori che gli hanno consentito di essere “dominus” nel Palazzo. Ha tradito la loto fiducia, ha cancellato i loro sogni o le loro attese e perciò ormai più che angosciati si sentono orfani impotenti e arrivano alla consueta conclusione”Son tutti uguali. La politica è sporca”.
Più aumenta la schiera dei servi e degli adulatori e più si ingigantisce il delirio dell’onnipotenza e più il politico politicante deborda dalle finalità del progetto politico e perfino dai principi etici che sono a fondamento del vivere civile.
E allora addio all’onestà, alla volontà di servire i propri cittadini, alla solidarietà, alla propensione ad ascoltare
Il politicante spegne l’ultimo guizzo del progetto politico ormai tradito, ricorrendo alla menzogna, alla falsificazione della realtà, all’aggressione verbale contro qualche cittadino critico nei suoi confronti e persino ricorre ad espressioni triviali.
La storia offre tanti casi di questo genere, ma nel presente, in cui l’opinione pubblica sembra essersi affievolita e del tutto oscurata la filosofia dell’Illuminismo, sono più frequenti e si moltiplicano di ora in ora tali situazioni. Quel che è peggio è che questi personaggi ottengono il plauso della maggior parte della gente, vittima di una nuova alienazione: la riduzione all’unica dimensione di consumatori.
Elio Galiano









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