Il mare di lato di Vito Antonio Loprieno verrà presentato questa sera, alle ore 18.45, presso la biblioteca comunale
IL LIBRO
Francesco Pascazio, ex-ferroviere di Mola, figlio di bracciante e nipote di pescatori, incontra il professor Aurelio Viggiano, di origini pugliesi, appassionato di quel mare "di lato" tanto caro a Francesco. Tanto caro e tanto controverso nella famiglia Pascazio, avendole in passato sottratto gli affetti del nonno Vitangelo e del DOVEVA ESSlo zio Domenico ed essendo stato compagno di viaggio e di sventure di suo padre Andrea durante gli anni difficili di una guerra forzata. Un racconto a ritroso sui pescherecci del litorale Adriatico, tra i marinai che hanno dato la loro vita al mare, con i soldati che hanno difeso la patria sino alla fine. Un'indagine alla scoperta delle armi chimiche seppellite sui fondali marini. Per imparare ad amare il mare e scommettere sul futuro del genere umano.
Il mare di lato, romanzo corale, narra del mare e del suo grande cuore, di amori e amicizie, di una condivisione capace di cancellare le naturali paure del dopo, di un popolo che vive per il mare, che viene dal mare, che vede il mare come qualcosa che unisce piuttosto che un ostacolo che divide.
Vito Antonio Loprieno, dopo il successo di Lorodipuglia, torna con la sua consueta passione per la cucina, la brillante verve, il suo amore per la terra pugliese, e ora anche per il nostro meraviglioso mare, con la sua capacità di farci emozionare pagina dopo pagina, chiacchierando con la gente del posto, assaporando un polipo fresco e ben arricciato, passeggiando sotto le luminarie delle feste patronali, godendo del sapore forte dell'amicizia, ascoltando quello che il mare sa sussurrare al cuore.
Letteratura e arte
Sarà presentato questa sera "il mare di lato" libro di Vito Antonio Loprieno
Pasquino ci intrattiene con ...
La pernacchia
La pernacchia deve essere esplosiva,
dolorosa come stilo in carne viva,
con alta tonalità e senza stonatura
e tanto irrisoria da fare paura;
senza intervalli e di media durata
e tanto offensiva a chi è destinata,
come il pernacchio di Edoardo (1)
che mise alla gogna chi menava lardo.
Bossi fa pure la sua pernacchia,
con la sua voce roca e gracchia.
Non si percepisce neanche da vicino,
perché flebile come vagito di bambino.
Con mano trepida su muscolo facciale
ripete imperterrito il gesto teatrale.
Per Platone, filosofo dell’antichità,
la politica coltiva giustizia e verità,
temperanza, conoscenza e sincerità,
mentre disprezza la cupidigia e la vanità.
Da ciò discendono del politico le qualità:
la prima delle quali è la responsabilità.
Egli non deve il potere accentrare,
ma sapere coordinare e comunicare;
non deve essere di costumi corruttore,
ma modello di onestà ed educatore.
Né imbastire intrighi o essere opportunista,
ma diventare con gli atti uno statista.
Deve mirare al futuro delle persone
e saperli coinvolgerli nella partecipazione.
Bossi celtico, servendosi di un popolo bue,
chiuso nel particolare, pensa alle cose sue.
Con gesti volgari la gente ammalia
e sogna da stupido di dividere l’Italia.
Dispone solo di furbizia e di tranelli
e spera di ridurre l’unità a brandelli.
E’ solo rifiuto della vecchia tradizione
che congiura contro lo sviluppo della Nazione.
Pasquino, gennaio 2012
(1) Edoardo De Filippo nel “Il Cortile”
Imi e lu giurnu ti la mimoria (di Emanuele Castrignanò)
IMI Internati Militari Italiani
8 settembre 1943
Appena quedda voci si spandìu
nginucchiàtu priài nanz’a Ddiu,
l’armistiziu l’Itaglia era firmatu,
e pi’ lu prièsciu mi sintìa stunàtu.
Lu cori si spittàva sta nutizia
ca prestu ddivintàu ‘na tisgrazia,
setticientumila pòviri ssurdàti
senza cumandi, ti tutti ‘bbandunàti,
ti li belvi teteschi fòrunu rristati
e pi’ no’ tradìri fòrunu internàti.
‘N’atra risistenza ccussì si cunzumàu:
Tanti murèra, ncununu si sarvàu.
Patèra fami, friddu e li turtùri,
schiavi, malati, senza mancu cùri.
Fatiàra pi’ l’armi ti ‘na uèrra
ch’er’a mina’ lu mundu sottaterra.
E li teteschi, ormai cchiù nvipirìti,
pi’ tutti quiddi ca l’èrunu traditi,
alli lavori forzati cundannàra
fili ti mamma ca chhiù non ci turnàra.
Però, sti cosi, tanti non li sannu,
pircè si parla pi’ ‘na vota all’annu,
e ci stasera ndi li sta’ rricurdàmu,
sobbr’alla cuscienza mintìmindi la manu.
Crazi a loru ca scià cumbattera
cu curaggiu e cori cret’a ‘na bandiera
pi’ l’orgogliu ti ‘n’Itaglia libiràta
ca murèndu ndi l’hannu cunsignàta.
E sulu la Paci po’ sarvà stu mundu
scrafazzàtu ti l’otiu ca no’ pari tundu.
BASTA! Cu sti bombi e carrarmàti,
muerti, tulùri nd’hannu rricalàti.
Ma ognunu la po’ fa’ la parti sua,
e cu ccumènza già…ti casa sua!
Brindisi, 25 gennaio 2012
Emanuele Castrignanò
Lu giurnu ti la mimoria
Ci tieni ‘na cuscienza
e lassi la viulenza,
OMU! T’agghià parlari
e no’ ti la scurdari!
Cu n’attu ti tulori
stu mundu ‘ccuminzàu
Cainu senza cori
Abeli stinnicchiàu.
L’amori fo’ traditu
ca no’ s’è cchiù capitu,
e tuttu lu criatu
ti sangu s’è mmacchiàtu.
Ognunu av’a sapìri
ca no’ nci po’ muriri,
pi’ l’òtiu e la paccìa,
la stessa carni mia.
L’ebrèu ca nascia
era ‘nu frati mia
cè corpa ìddu tinia,
sempri cu si scundia ?
Non era razza pura,
mmucàunu la natura
perciò pi pulizzare,
l'èrunu assà rristàri
Mandàunu li ssurdati
cu sti fucili armati
e quiddi ca truvàunu
tutti ndi li purtàunu.
Mmassati e deportati
‘ntra campi cuncintrati
senza cchiù dignitati
ma nùmiri stampati.
Strazzati e malandati,
pi' la fatìa sfruttati,
li càpuri rasati,
li pièti 'ncatinati.
E senza distinziùni,
li crandi o li vagnuni,
lu furnu li spittava
sulu cènniri ristava.
Migliuni ti cristiani,
pi' corpa ti st'infàmi
ca mai s'hannu pintiti,
murèra brustulìti.
La bicicletta che salverà il mondo sarà presentato il 20 gennaio al Lab creation.
“La bicicletta che salverà il mondo, la lotta alla fame raccontata da un sellino”, per i tipi di Infinito Editore, è il titolo della pubblicazione di Daniele Scaglione, con prefazione dell’ex campione di ciclismo Francesco Moser, che sarà presentata venerdì 20 gennaio presso gli studi di Lab Creation di Mesagne. All’incontro che sarà moderato dal giornalista Tranquillino Cavallo, interverrà, oltre all’Autore, anche Michele D’Anna, presidente di Cicloamici di Mesagne. Start alle ore 20,30. Durante la trasmissione ci sarà un collegamento con l’emittente radiofonica brindisina Ciccio Riccio durante il quale si potrà interagire col pubblico.
“La bicicletta che salverà il mondo” racconta vicende di bici e di lotta alla fame ambientate sia in Paesi in via di sviluppo sia in Italia. Sono storie che analizzano da differenti angolazioni il tema del diritto al cibo ma anche a una vita dignitosa e salubre e a scegliere il posto in cui vivere.
“La bicicletta che salverà il mondo” sostiene con i proventi dei diritti d’autore la campagna “Operazione Fame” di ActionAid. Daniele Scaglione è nato a Torino nel 1967. È responsabile per il campaigning di ActionAid, organizzazione non governativa che lotta contro la povertà. È stato presidente di Amnesty International dal 1997 al 2001. L’incontro sarà trasmesso in streaming dal network Ciccio Riccio e può essere seguita sui siti: www.labcreation.it, www.mesagnesera.it, www.ilgazzettinodibrindisi.it, www.mesagnenews.com. Oltre che sul profilo Facebook di Lab Creation. Infotel 0831/776063.
Ufficio Stampa Lab Creation
0831/776063
Pasquino: una condanna in versi per le "bestie" delle cronache degli ultimi giorni.
Le belve
Sembrano uscire da aspre selve:
sono feroci e sanguinarie belve,
novelli barbari sul suolo italiano
il cui sfratto sembra proprio vano.
Depredano, uccidono i cittadini;
né risparmiano innocenti bambini.
Per il loro animal furore
la vita non ha alcun valore:
infatti sono decisi ad ammazzare
solo per quattro monete da rubare.
Ma forse qualcuno li ha aizzati
come cani feroci nella lotta impegnati?
Qualche promotore dal razzismo?
Qualche nostalgico dello squadrismo?
Forse chi ha come solo fine il potere
e disprezza la pace, la libertà, il sapere?
Per queste belve carcere di lunga durata
sembra una penna commisurata?
No! Abbandonarli in un’isola deserta
sarebbe una pena senza spesa e certa.
Lontani dagli uomini, dalla civiltà:
condanna esemplare per la loro bestialità.
Pasquino, gennaio 2012
I libri della Salute Pubblica: Patrizia Gentilini presenta “ Il Fuoriuscito” di Renzo Tomatis.
Venerdì 13 gennaio alle ore 18.00, presso l'auditorium del Castello normanno-svevo di Mesagne, Patrizia Gentilini presenta il libro “ Il Fuoriuscito” di Renzo Tomatis.
Un omaggio ad un oncologo ricercatore di fama internazionale con la passione per la scrittura, che con questo terzo romanzo ha voluto raccontare e denunciare i retroscena della ricerca... “Quando mi sono venduto?”, chiede al protagonista il suo “capo” di Chicago, indovinando la sua curiosità. “Quando ho capito che la ricerca è al servizio del potere e che il ricercatore è un’oca che produce uova d’oro e che quell’oro andava tutto sulla tavola di chi comanda”.
L'evento è promosso dall'Associazione Salute Pubblica con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Mesagne.Patrizia Gentilini, oncologa dell'ISDE, Associazione Italiana Medici per l'Ambiente, collaboratrice dello stesso Tomatis, illustrerà la persona e l'opera, professionale e letteraria, del padre della prevenzione primaria.Coordina Agnese Poci, GiornalistaIntroduzione e saluti di Franco Scoditti, Sindaco Città di Mesagne e Maria De Guido, Assessora alla Cultura Città di MesagneIntervengono:Maurizio Portaluri, Direttore di Radioterapia Ospedale Perrino BrindisiLorenza Santacesaria, Medico di Medicina GeneraleStefano Palmisano, Avvocato penalista, Presidente di Salute Pubblica
Renzo Tomatis (1929-2007), scienziato e medico di fama internazionale, ha lavorato a Chicago e a Lione dove ha diretto per oltre un decennio l’Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Negli ultimi anni della sua attività è tornato alla pratica clinica della medicina ed è stato presidente del Comitato scientifico Medici per l’Ambiente.
Brindisi, 11 gennaio 2012
COMUNICATO STAMPA SALUTE PUBBLICA
Info: 339 2738982
Pasquino invia qualche nota su un balordo di Padania.
Le insensate parole di Calderoli al discorso di fine anno del Presidente
Napoletano mi hanno indignato tanto da produrre la seguente nota, forse non
tanto misurata.
PASQUINO
Un balordo di Padania
Dal Nord un clown di fiera campagnola
parla a vanvera, senza museruola.
Sembra un senile malandato elefante,
perché di corpo è assai debordante.
Veste male, veste sempre a casaccio,
mostra così la sua natura di pagliaccio
Con antico rito celtico si volle sposare,
ma il matrimonio non riuscì a consumare;
la sposa ha lasciato senza lagna
e ha scelto una leghista per compagna.
Fa purtroppo parte delle nostre istituzioni.
con le sue fesserie, con le sue distruzioni.
Non sa di politica economica o finanziaria
anche se incassa cospicua diaria.
Si impegnò nella riforma costituzionale,
respinta, perché concepita assai male.
Ha indossato sul petto una maglietta,
che raffigurava su Maometto una barzelletta.
Quel gesto ha sortito tante ribellioni
e di cittadini tunisini undici uccisioni.
E’ riuscito tra l’altro a fare abrogare
il reato di associazione a carattere militare,
per evitare carcere di lunga durata
a stupidi leghisti, suoi compagni di cordata.
Poi nella sua grossa testa bacata
ha concepito la legge “porcata”,
per la quale non si sceglie il candidato
ma un listone dai partiti confezionato.
Poi ha sognato di fare il fochista,
eliminando inutili leggi dalla lista.
Ignorante! Non erano attivate:
era da tempo scadute ed archiviate!
La Corte dei Conti volle abrogare,
e qualcuno in fretta corse a riparare.
Poi con cipiglio fece fuori
gli utili tribunali per minori.
Del suo lavoro del tutto invasato,
cancellò il reato per cibo avariato.
Meno male che accorti amministratori
corressero in tempo i suoi errori.
Non dispone di giudiziosi argomenti
ed insulta in tutti i momenti,
con sguaiatezza e con volgarità
le più alte dello Stato autorità.
Con l’avvento di saggi professoroni
da Ministro costretto alle dimissioni.
Lo lasciamo sguazzare nelle sue cretinate
o lo prendiamo aspramente a pedate?
Pasquino. Gennaio 2012
"Pinocchio al Museo", il prossimo 4 gennaio.
Con "Pinocchio al Museo", previsto per il prossimo 4 Gennaio alle ore 17 presso il Castello Normanno Svevo, si conclude il calendario delle iniziative natalizie promosse dal Consigliere Delegato alla Biblioteca e al Museo Mariella Vinci. L'evento, allestito all'interno del Museo Archeologico del Territorio, ha come protagonisti due padroni di casa insoliti, gli "smarriti" Pinocchio e Lucignolo (rappresentati dagli attori dell'Associazione Culturale "Li Satiri"), i quali divertiranno i piccoli visitatori e faranno scoprire loro, grazie all'aiuto dell'archeologo Antonio Carlucci, la storia del nostro territorio. L'iniziativa si realizza in continuità con il percorso sperimentale del Museo didattico, avviato lo scorso Maggio in occasione della "Giornata Internazionale dei Musei".Rimarrà aperta, invece, sino al 6 Gennaio la mostra "Viaggio dentro Pinocchio", inaugurata lo scorso 24 Settembre in occasione della VII edizione della Festa dei Lettori, promossa dal Presidio del Libro e con il patrocinio della Fondazione Collodi e dell'Associazione Nati per Leggere. Sarà possibile ancora compiere un viaggio nella dimensione di Pinocchio, non soltanto attraverso i libri esposti, ma anche attraverso le sollecitazioni sonore e visive.
Catone Tersonio con la sua: Lettra allu Mmamminieddu.
Lettra allu Mmamminieddu.
Caru Mmamminu ca nasci chiangendu,
pìgghia la croci e fatti capaci
e ci la nnuci nnu picca ti paci,
tànciala a ci nni šta scòrcia ritendu.
Caru Mmamminu a šti tiempi ti fami,
ddo cchiù nisciunu šta teni spiranza
cu si la ènchi nnu picca la panza,
ttàcchiti a nutu puru li ntrami.
Sientimi sanu a cuddu ca ticu,
mena Mmamminu no štari mmusutu,
no mmi šta fari štu visu mindicu,
pensa ca puru allu mbovi curnutu
ca cu ti scarfa šta štrengi lu ddicu,
ntra cuddu poštu nci l’ànnu mintutu.
Catone Tersonio
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