Il Sindaco Zizza sulla questione depuratore
Con riferimento all’impianto di depurazione oggetto di numerose discussioni e valutazioni in questo periodo è intenzione dell’Amministrazione precisare quanto segue.
Il Comune di Carovigno ha completato i lavori dell’impianto di depurazione utilizzando tutte le risorse finanziarie ottenute dai vari finanziamenti.
In data 19.12.2012 ha effettuato il collaudo degli impianti, trasmettendo i relativi atti all’acquedotto pugliese e alla provincia di Brindisi per la relativa autorizzazione allo scarico, mettendo fine a una lunga storia e finalmente realizzando un sogno per la nostra cittadina.
Negli ultimi due anni l’Amministrazione Comunale ha partecipato alle Conferenze dei Servizi svoltesi presso la Regione Puglia, cui erano presenti anche la Provincia di Brindisi e l’AQP e presiedute dall’Ass. Fabiano Amati.
Tutti i partecipanti erano perfettamente a conoscenza dello stato dei lavori e degli obiettivi che ci si prefiggeva. Tutti hanno firmato i verbali condividendo e avallando i lavori che si stavano realizzando.
Oggi non si riesce a comprendere lo stupore e le questione evidenziate dalla Provincia di Brindisi che mai ha avuto tale atteggiamento nelle conferenze di servizi, luogo nel quale si sarebbe potuto intervenire.
Oggi con la scelta di non far partire l’Impianto di Depurazione di Carovigno si mette in grossa difficoltà il Comune il quale si trova a gestire e controllare opere di diversi milioni di euro, con i relativi costi di sorveglianza che ricadono sul bilancio comunale mettendo in grossa difficoltà l’ente e nello stesso tempo si continua a scaricare i reflui non depurati in falda con grave danno per la nostra comunità.
Il Comune di Carovigno chiede la convocazione di un tavolo tecnico urgente per il passaggio delle Opere all’Acquedotto Pugliese poiché quest’ultimo per legge deve gestire e mantenere gli impianti di Depurazione, inoltre si chiede che sia al più presto messo in funzione lo stesso.
Si ringrazia altresì l’Ass. Fabiano Amati per l’obiettiva valutazione dell’opera e per l’impegno profuso e al tempo stesso gli si chiede sostegno finché si possa avviare l’attivazione dell’impianto e il passaggio delle opere all’Acquedotto Pugliese.
COMUNICATO STAMPA VITTORIO ZIZZA - SINDACO DI CAROVIGNO
Depuratore Carovigno: il WWF dopo le dichiarazioni di Zizza
apprendiamo da un nuovo comunicato stampa del Comune di Carovigno, la riconferma della volontà del sindaco Zizza a sostenere con fermezza la necessità all’attivazione del depuratore consortile ricadente nel proprio territorio.
Una valutazione che ci lascia alquanto stupiti ed interdetti considerando che, in qualità di primo cittadino del Comune di Carovigno, lo stesso Zizza rappresenta in proprio, o con suo delegato, la presidenza del Consorzio di gestione della Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto la quale è impegnata in una dura battaglia di opposizione all’entrata in funzione del depuratore congiuntamente al WWF e , per quanto ci è dato sapere, anche con il comune di Brindisi quale ulteriore socio del consorzio stesso.
I danni ambientali che la Riserva Marina subirebbe dall’entrata in funzione del depuratore così come progettato sono stati ampiamente descritti in più occasioni.
E’ difficile capire questa doppia valutazione dell’amministrazione comunale di Carovigno che nell’ambito del consorzio di Torre Guaceto si adopera con il WWF e con il comune di Brindisi per far sì che l’impianto non entri in funzione chiedendo che vengano adottati al più presto interventi di ammodernamento tecnologico al fine di evitare che i sui scarichi terminino nella Riserva naturale e, al di fuori di esso, preme affinché il depuratore entri al più presto in funzione.
A questo punto ci chiediamo se il sindaco Zizza è al corrente che i suoi componenti e delegati nel consorzio di Torre Guaceto si sono espressi negativamente contro il depuratore . E non da oggi ma da cinque anni. Questo ci porta a chiedere come mai, nonostante questi anni, l’amministrazione comunale non abbia provveduto per tempo ad attuare quei processi di mitigazione che oggi vengono riproposti essendo la stessa l’ente che ha completato l’opera ?
L’entrata in funzione del depuratore avrà indubbiamente delle gravi ripercussioni sugli habitat della Riserva Marina che perderebbe quel ruolo di conservazione e tutela ottenuta nel lontano 1991 grazie al prezioso studio del WWF Italia e che oggi viene esportato ovunque quale esempio virtuoso di tutela di un ecosistema marino e troviamo inspiegabile questo comportamento ambiguo dell’Amministrazione Comunale di Carovigno che invitiamo a coordinarsi con il Consorzio di Torre Guaceto al fine di definire dei percorsi comuni utili a dare uno stop programmato all’entrata in funzione del depuratore ed attuare i giusti interventi di mitigazione dei danni che i reflui dello tesso andrebbero ad esercitare all’interno della Riserva.
COMUNICATO STAMPA WWF BRINDISI
Depuratore Carovigno: la Provincia dopo le dichiarazioni di Zizza
La posizione assunta dal Sindaco di Carovigno sulla questione del depuratore consortile, contiene alcuni elementi che necessitano di essere necessariamente chiariti, al solo fine di spiegare ulteriormente alcuni dettagli utili per l'individuazione delle soluzioni più idonee per risolvere il problema.
Dalla nota si legge che il diniego al rilascio dell'autorizzazione allo scarico del depuratore nel Canale Reale a poca distanza dall'area protetta di Torre Guaceto, annunciato dalla Provincia, non viene compreso in quanto, nelle diverse riunioni cui ha partecipa la stessa Provincia, si era a perfetta conoscenza dello stato delle opere e di come avrebbe funzionato l'impianto.
A tal proposito, va precisato che la Provincia di Brindisi ha sempre dichiarato che lo scarico delle acque reflue del costruendo impianto di depurazione consortile a servizio dei Comuni di Carovigno, San Vito e San Michele S. non poteva essere autorizzato per evidenti condizioni che possono risultare incompatibili con gli obiettivi di tutela della riserva naturale protetta di Torre Guaceto.
Tanto che, rispetto alla proposta avanzata nel 2008 dalla Regione Puglia in sede di elaborazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA), che prevedeva come recapito finale di tale depuratore il Canale Reale, la Provincia di Brindisi assunse l'iniziativa, peraltro condivisa dallo stesso Comune di Carovigno e dall'AQP, di modificare tale recapito finale prevedendo l'utilizzo della condotta sottomarina realizzata dal Consorzio ASI di Brindisi da oltre 20 anni e mai utilizzata.
Il PTA definitivamente approvato dal Consiglio Regionale nel 2009 e attualmente vigente, prevede come sito di scarico finale del depuratore, il mare Adriatico attraverso la condotta sottomarina previo prolungamento di ulteriori 700 metri rispetto agli attuali 1.200 metri. Si esclude, quindi, il Canale Reale.
Al fine di superare l'attuale stato di fatto che vede lo scarico delle pubbliche fognature dei tre comuni (forse gli ultimi della regione puglia senza avere ancora un depuratore che depuri) e visto che il Presidente della Regione Puglia, nelle vesti di Commissario Delegato per l'emergenza ambientale, aveva autorizzato e finanziato sin dal 2004 la condotta per lo scarico nel Canale Reale, fermo restando l'imprescindibile soluzione stabilita nel PTA, la Provincia ha sostenuto che in via provvisoria e per un tempo congruamente limitato alla rifunzionalizzazione della condotta sottomarina, poteva essere valutata l'autorizzazione allo scarico nel Canale Reale.
Tenendo fermi tali obiettivi, su questa base è stato predisposto un piano di lavoro che doveva essere formalizzato nella conferenza di servizi che la Provincia ha convocato lo scorso 21 dicembre.
In quella sede sono stati registrati diversi pareri negativi sulla richiesta presentata da AQP di avere l'autorizzazione allo scarico nel Canale Reale.
Di significativo rilievo è stato il parere negativo dal Rappresentante del Consorzio di Gestione della Riserva di Torre Guaceto espresso in nome e per conto del Ministero dell'Ambiente.
Ed a ciò si aggiungono i pareri negativi espressi dal Comune di Brindisi, dall’Agenzia regionale per l’Ambiente e dalla Capitaneria di Porto di Brindisi.
Da qui la decisione di non autorizzare neanche l’esercizio provvisorio, a tutela del territorio e, in particolare, dell’oasi di Torre Guaceto.
COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI