È una dura battaglia quella che si sta consumando nella destra mesagnese. Alcuni vogliono occultarla, altri ritengono che la diplomazia debba fare la sua parte, altri ancora pensano che i danni provocati all’interno dei gruppi che gestivano l’Amministrazione comunale ben difficilmente possono essere ripianati.
Potremmo dire che è una grossa partita di scacchi e l’epilogo dovrebbe essere uno scacco al Re bianco o nero che sia non importa!
Vediamo quindi la situazione.
Da una parte l’armata diplomatica ossia tutti coloro che caldeggiano la candidatura Incalza e nello specifico sono i non aderenti al Pdl guidati per lo più da Roberto Distante e Damiano De Punzio. A far da regia a questo gruppo vi è Cosimo Di Monte che della Giunta Incalza ne era il coordinatore. Sono loro i portatori delle istanze che mirano a ricandidare Enzo Incalza. A dar manforte è una parte del Pdl che con concretezza e determinazione ritiene, a torto o a ragione tutto da stabilire, che Enzo Incalza sia, al momento l’unica carta buona da giocare. Una qualsiasi alternativa sarebbe solo una preannunciata sconfitta.
L’altra corrente di opinione, non gradisce la candidatura di Enzo Incalza. Questo l’ex Sindaco lo ha percepito nei vari distinguo del Pdl, ed ovviamente, in tale situazione, preferirebbe lasciare un buon ricordo e non avventurarsi verso una cocente sconfitta o ad una ripetizione di implosione interna. Da tener presente che a questa frangia del Pdl che velatamente spinge verso una candidatura politica e non della società civile (non si nasconde la candidatura di Franco Prettico) si aggiunge anche il fronte degli di coloro che per vari motivi sono confluiti in altre formazioni politiche (La Puglia prima di tutto, Dc, Io Sud ). Queste le posizioni incontrovertibili e le conclusioni non sono difficili da trarre.
Una rinunzia alla candidatura di Enzo Incalza presenterebbe una serie di difficoltà al gruppo De Punzio-Distante soprattutto per Distante che dovrebbe ricercare una nuova collocazione nell’area della destra nostrana ma nel contempo farebbe riconfluire in una alleanza più omogenea coloro che si sono staccati dal raggruppamento Incalza (Magrì, i Guarini Giovanni ed Oreste ecc…).
Al contrario una riproposizione di Incalza terrebbe lontano questi ultimi nuovi gruppi e all’interno del Pdl non ci sarebbe una azione esaltante, così come la situazione suggerisce,
Enzo Incalza è uomo abbastanza esperto nelle logiche dei gruppi e le sue esperienze vissute nella DC suggeriscono intanto calma e non frettolosità nelle scelte definitive. La valutazione di affrontare una nuova campagna elettorale con un raggruppamento di uomini non certamente omogeneo non può essere risolta solo con la buona volontà.
Per questo scacchisticamente possiamo dire che nella destra vi è uno stallo, con un re ingabbiato che non può muoversi neanche di un casella, al momento né verso un gruppo, né verso l’altro.
Difficile, quindi la situazione, difficile anche perché da quel che appare non ci sono mediatori che possano dirimere gli attriti nel miglior modo possibile.
Vedremo nei prossimi giorni … intanto in molti cercano di farsi spazio nella stampa locale … che qualcuno ha definito in fermento.
Al momento per come si svolge la situazione la soluzione è molto lontana oltre che incerta. Nessuno è in grado di dire: la partita è finita… Scacco al Re!
Il viandante azzurro









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