Il Consultorio Familiare “Beato Bartolo Longo” di Latiano, d’intesa con la Scuola Secondaria di Primo Grado “Croce-Monasterio” e con il Patrocinio della Città di Latiano, propone Mercoledì 25.05.2011 alle ore 17.00 presso la Sala Flora del Comune di Latiano, il Seminario conclusivo del Corso di Educazione alla genitorialità il cui tema sarà “Genitori e Figli: relazioni in concerto”.
Dopo il Saluto introduttivo di Don Franco Galiano (Presidente della Fondazione Opera Beato Bartolo Longo), di Don Lorenzo Elia (Direttore dell’Ufficio della Pastorale Familiare della Diocesi di Oria) e del Sindaco di Latiano Dr. Antonio De Giorgi, si entrerà subito nel vivo del tema.
Il Seminario sarà moderato dall’Avv. Aldo Vangi (matrimonialista, Delegato cittadino e regionale del Forum delle Associazioni Familiari Pugliesi) con le relazioni della D.ssa Lodovica Carli (ginecologa, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari Pugliesi), della D.ssa Antonella Vacca (psicologa, coordinatrice del Consultorio familiare Beato Bartolo Longo) e dell’Avv. Ada Marseglia (responsabile regionale dell’AIAF).
Tra gli obiettivi del Seminario vi è quello di mettere in evidenza che nella comunicazione familiare il dialogo, l'ascolto, l'attenzione sono gli elementi fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la maturità dei figli.
Per instaurare una comunicazione efficace è importante partire da una dimensione di ascolto, prestando attenzione alle emozioni e alle opinioni che i figli possono esprimere.
E' una modalità di comunicazione che va costruita quotidianamente, con pazienza e attenzione, cominciando dai primi scambi verbali e non verbali.
Quando i bambini sono piccoli è importante la funzione e la modalità della comunicazione - numero di scambi, varietà di segnali, ricchezza del linguaggio - per aiutarli a sviluppare il linguaggio, le competenze comunicative e l’intelligenza.
E' fondamentale considerare seriamente quello che dice il bambino, che ha bisogno di essere ascoltato attentamente e non superficialmente.
L'essere sempre interrotto o criticato non gli permette di acquisire sicurezza nei suoi stessi pensieri e di sviluppare un buon livello di autostima, ma anche, dargli sempre ragione, lasciarlo parlare continuamente quando ha bisogno di essere contenuto, non gli permettere di sviluppare un proprio senso critico e la capacità di interpretare in modo obiettivo ed equilibrato un evento, una situazione, un argomento, e così via.
Il sostegno maggiore è dato dall'essere ascoltato fino in fondo, dal sentirsi compreso, appoggiato e contenuto e dalla possibilità di confrontarsi con l'adulto quando questi ha un'opinione diversa dalla sua.
Un aspetto fondamentale della comunicazione in famiglia è l’apertura al dialogo, infatti, è possibile uno sviluppo più armonico e sereno se c’è maggiore confidenza con i genitori e se si creano situazioni in cui è possibile per ognuno raccontare le proprie esperienze, quanto accade durante la giornata; i bambini, i ragazzi risultano emotivamente più equilibrati e socialmente maturi.
Un fase dello sviluppo che mette a dura prova la comunicazione fra genitori e figli è la fase adolescenziale. La conflittualità tra i bisogni di autonomia e di protezione dell'adolescente si esprimono all'interno della famiglia attraverso nuove e diverse forme di comunicazione sia verbali come: silenzi, aggressività verbale, aumento dei conflitti, provocazioni; che non verbali come: modo di vestire e di atteggiarsi, rapporto con il cibo, modalità di gestire gli spazi personali.
La fase dell'adolescenza caratterizzata da comportamenti che vanno dalla solitudine all'irrequietezza, dal rifiuto delle regole familiari (fino ad allora accettate) al rifiuto scolastico, dalle nuove richieste ed esigenze relative al desiderio di avere il motorino, di andare in discoteca, di non avere orari da rispettare, comporta delle irregolarità di condotta nel contesto familiare, che rischiano di compromettere in modo drastico la comunicazione all'interno della famiglia.
La comunicazione fra genitori e figli può, quindi, diventare difficile, i genitori possono sentirsi insicuri, poco informati, e i figli possono sentirsi incompresi, non ascoltati, e non trovare argomenti da condividere con i genitori.
Per i genitori è importante essere flessibili e cambiare le modalità comunicative adottate: mantenere il rapporto maturato con il figlio dall'infanzia rischia, infatti, di portare incomprensioni e continue ed esasperate richieste e provocazioni da parte del ragazzo, con il rischio di compromettere il dialogo e di rompere i rapporti.
Tutti siamo invitati a partecipare.
Aldo VANGI
(avvocato matrimonialista ed ecclesiastico)
















Scuola Secondaria Superiore
ISTITUTO DI